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CCSVI e Sclerosi Multipla….

febbraio 15, 2011 - 5:47 pm Commenti disabilitati

Una teoria portata avanti dal professor Zamboni dell’Università di Ferrara

CCSVI e sclerosi multipla: legami, dubbi e speranze

© Matteo Clerici/NEWSFOOD.com - 14/02/2010

Con il termine CCSVI o Insufficienza Venosa Cerebro-Spinale Cronica è descritta una situazione ipotetica in cui il sistema venoso non è in grado di rimuovere efficacemente il sangue dal sistema nervoso centrale.
Questa condizione sarebbe dovuta al restringimento di piccole vene del collo, del torace e della colonna vertebrale. Tale situazione avrebbe come conseguenza un aumento della pressione delle vene del cervello e del midollo spinale, portatrice di danni in tali regioni.

La CCSVI è balzata al centro delle attenzioni del pubblico e dei media quando alcuni studiosi hanno ipotizzato un collegamento tra tale situazione e la sclerosi multipla (SM).

In particolare, tale ipotesi è al centro della ricerca del professor Paolo Zamboni, dell’Università di Ferrara (Dipartimento di Scienze chirurgiche anestesiologiche e radiologiche), pubblicata sul “Journal of Neurology, Neurosurgery, & Psychiatry”.

In tale ricerca, Zamboni e colleghi hanno lavorato con 300 volontari: 65 affetti da varie forme di SM e 235 sani o con altri disturbi neurologici. Le analisi compiuti su tali soggetti hanno evidenziato una forte correlazione tra il manifestarsi della SM e l’insufficienza venosa che (ad oggi) si crede possa essere causa o “partner” della malattia.

Secondo la teoria di Zamboni, occlusioni o restringimenti delle principali vene che portano via il sangue da cervello e midollo spinale (giugulari interne e vena azygos) rallenterebbero il flusso del sangue cerebrale. Ciò renderebbe più probabile l’accumulo di ferro attorno attorno ai vasi sanguigni che darebbe il via alla la risposta autoimmune tipica della sclerosi multipla.

il professore commenta i risultati ottenuti: “Non mi azzardo a dire di aver trovato una terapia risolutiva per la sclerosi multipla: i dati sono pochi, devono essere confermati e riprodotti da altri. Si è sempre detto che questa malattia è multifattoriale: quello che ho individuato può essere uno dei vari meccanismi alla base del problema”.

Va notato come, a differenza di quanto avviene nella maggior parte degli studi, il professore Zamboni sia passato presto ad un trattamento applicato.

Così lo studioso spiega la tecnica usata: “Con il consenso dei pazienti, se durante l’ angiografia trovavo un’ occlusione potevo trattarla: ho così eseguito angioplastiche per ripristinare un flusso sanguigno normale. I risultati sembrano buoni soprattutto nella sclerosi multipla recidivante-remittente: a 18 mesi di distanza la qualità della vita dei pazienti è migliorata, il tasso di ricadute è diminuito, si sono ridotte le lesioni visibili alla risonanza. Sulla fatica cronica gli effetti paiono evidenti. L’ insufficienza venosa associata alla sclerosi multipla potrebbe perciò essere alla base di questo aspetto della malattia”.

Oltre ad una comprensibile cauteal, gli studi di Zamboni hanno generato interesse e desiderio di approfondimento.

A Stanford il chirurgo vascolare Michael Dake sta lavorando con volontari affetti da CCSVI. Il suo approccioconsiste nell’usare dei “palloncini” per aprire le vene ristrette o hanno inserito degli stent (tubicini) nelle vene per mantenerle pervie.

Inoltre, l’Università di Buffalo ha avviato una sperimentazione proprio per replicare i dati italiani; l’ intenzione è coinvolgere, entro due anni, 1100 malati, 300 sani e 300 persone con altre malattie neurologiche o autoimmuni.

Infine, la Fondazione italiana sclerosi multipla ha istituito un comitato tecnico-scientifico di esperti italiani e stranieri che giudicherà i dati disponibili. Nel frattempo gli esperti ricordano come al momento non esistano trattamenti approvati e disponibili per la SM. Gli interessati per ora possono rivolgersi al proprio medico di fiducia.

NOTE FINALI, per approfondire:

http://www.aism.it/ Sito dell’Associazione Italiana Sclerosi Multipla

http://www.fondazionehilarescere.org

P. Zamboni, R Galeotti, E. Menegatti, A. M. Malagoni, G Tacconi, S. Dall’Ara, I. Bartolomei, F. Salvi, “Chronic cerebrospinal venous insufficiency in patients with multiple sclerosis”. J. Neurol. Neurosurg Psychiatry 2009, doi:10.1136/jnnp.2008.157164

Sclerosi multipla: primi risultati dei test CCSVI

Matteo Clerici

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un video interessante CCSVI

novembre 12, 2010 - 10:32 pm Commenti disabilitati

http://www.telestense.it/flv/popup.php?file=http%3A%2F%2Ftelestense.smil.weebo.it%2F20101014_07.xml

Zamboni e polemiche sul "Il Resto Del Carlino" – Ferrara

novembre 10, 2010 - 6:06 pm Commenti disabilitati

http://www.ilrestodelcarlino.it/ferrara/salute/2010/11/10/412209-lotta_alla_sclerosi_multipla_fazio_indebolisce_scoperta_zamboni.shtml

Ferrara, 10 novembre 2010 – La proposta di Fazio? «Indebolisce il significato e il valore di questa straordinaria scoperta italiana». L’appello era stato firmato anche dalle Iene. Giulio Golia, in un servizio targato 29 settembre in onda su Italia Uno, chiedeva al ministro della salute Ferruccio Fazio, che la sperimentazione del ‘metodo Zamboni’ per la cura della sclerosi multipla procedesse senza ulteriori ritardi. Troppo lunghe le liste d’attesa, troppi gli ammalati che da un giorno all’altro potrebbero ritrovarsi su una sedia a rotelle.

E, ieri, è arrivata anche la presa di posizione dell’associazione dei malati e dei parenti di Ccsvi: l’insufficienza venosa cerebro-spinale cronica, malformazione dei vasi sanguigni che secondo la teoria di Paolo Zamboni potrebbe essere una delle cause dei sintomi della sclerosi multipla.

Non si accontentano delle decisioni del ministro. Anzi. A loro parere Fazio avrebbe ‘snobbato’ lo studio del medico ferrarese. Hanno così deciso di impugnare carta e penna e di scrivere ai piani alti di via Lungotevere Ripa, a Roma, direttamente al ministro. Perché non c’é solo lo studio Fims (Federazione delle società medico scientifiche italiane) sulla Ccsvi, ma «anche quello di Paolo Zamboni dell’università di Ferrara, che si svolge in Emilia Romagna con l’appoggio della Regione». Perché non basta che il trattamento «correttivo endovascolare» possa continuare nei centro accreditati a livello regionale per le patologie vascolari.

Chiedono un incontro urgente. Protestano perché il ministro presenta lo studio sperimentale Fism (diagnostico) che sta per partire, come l’unico, «senza fare cenno alla sperimentazione sia diagnostica che terapeutica che sta per iniziare sotto la direzione di Zamboni, che sarà eseguita secondo i criteri scientifici richiesti internazionalmente, ossia in doppio cieco» e che che valuterà anche l’effetto placebo.

E perché i risultati dello studio emiliano-romagnolo «saranno decisivi non solo per valutare la correlazione tra le due patologie, ma anche se l’angioplastica avrà effetti anche sulla sclerosi multipla». Con forza e disperata determinazione, gli ammalati chiedono che diagnosi e trattamento della Ccsvi non siano accomunate ad altre patologie, ma siano inserite nei Lea (livelli essenziali di assistenza) con la validazione di un codice identificativo che garantisca loro un trattamento adeguato e, nello stesso tempo, sia consentita la tracciabilità dei dati.

La proposta del ministro Fazio non può essere sufficiente. Non per loro. Perché «non riconosce quanto già convalidato dalla comunità scientifica internazionale». E, peggio, «tende a indebolire il significato e il valore di questa straordinaria scoperta italiana».

di BENEDETTA SALSI

http://www.ilrestodelcarlino.it/ferrara/salute/2010/11/10/412209-lotta_alla_sclerosi_multipla_fazio_indebolisce_scoperta_zamboni.shtml

Ferrara, 10 November 2010 – The proposed Fazio? “It weakens the meaning and value of this extraordinary discovery Italian.” The appeal was also signed by the hyenas. Giulio Golia, a weblog service broadcast on September 29 in Italy One, asked the Health Minister, Ferruccio Fazio, who experiment with the ‘method Zamboni’ for the treatment of multiple sclerosis proceed without further delay. Too long waiting lists, too many sick people that any day could find themselves on a wheelchair.

And yesterday came the stance of the association of patients and relatives Ccsvi: venous insufficiency chronic cerebro-spinal malformation of blood vessels on the theory of Paolo Zamboni could be one of the causes of the symptoms of MS.

Not satisfied with the decisions of the minister. Indeed. In their view Fazio was ‘snubbed’ the doctor’s office Ferrara. They decided to challenge a pen and paper and write on the top floors of Via Ripa Tiber in Rome, directly to the Minister. Because there is only the study of FIMS (Federation of Italian scientific medical societies) on Ccsvi, but “also to Paolo Zamboni, University of Ferrara, which takes place in Emilia Romagna Region with the support of.” Why not just treat the ‘corrective endovascular’ may continue in the accredited center at the regional level for vascular disease.

They demand an urgent meeting. Complain that the minister presents the experimental study of IMF (diagnostic) that is about to leave, as the only, “without mention of the diagnostic and therapeutic trial is to begin under the direction of the Zamboni, which will be carried out according to scientific criteria required internationally, that is, double-blind ‘and that it will also assess the placebo effect.

And because the results of the study in Emilia-Romagna “will be decisive not only to assess the relationship between the two diseases, but even if the angioplasty has also effects on multiple sclerosis.” With desperate strength and determination, the sick call for diagnosis and treatment of Ccsvi are not united to other diseases, but are inserted into the Lea (essential assistance levels) with the validation of an identification code to ensure their adequate treatment and at the same time, be permitted to trail.

The proposal of the Minister Fazio is not sufficient. Not for them. Why “does not recognize what has already been validated by the international scientific community.” And, worse, “tends to undermine the significance and value of this extraordinary discovery Italian.”

di Benedetta Salsi

http://www.ilrestodelcarlino.it/ferrara/salute/2010/11/10/412209-lotta_alla_sclerosi_multipla_fazio_indebolisce_scoperta_zamboni.shtml

Ferrara, 10 Novembre 2010 – Le projet de Fazio? “Il affaiblit le sens et la valeur de cette découverte extraordinaire italien.” L’appel a été également signé par les hyènes. Giulio Golia, un service de blog diffusé sur Septembre 29 en Italie One, a demandé à la ministre de la Santé, Ferruccio Fazio, qui font l’expérience avec la méthode «Zamboni» pour le traitement de la sclérose en plaques procéder sans plus tarder. Trop longues listes d’attente, trop de gens malades qui un jour pourrait se retrouver sur un fauteuil roulant.

Et hier, est venu la position de l’association des patients et leurs proches CCSVI: insuffisance veineuse chronique malformation cérébro-spinal des vaisseaux sanguins sur la théorie de Paolo Zamboni pourrait être une des causes des symptômes de la MS.

Non satisfait des décisions du ministre. En effet. À leur avis Fazio a été “snobé” le cabinet du médecin de Ferrare. Ils ont décidé de contester un stylo et du papier et d’écrire dans les étages supérieurs de la Via Ripa Tibre à Rome, directement au ministre. Parce qu’il n’y a que l’étude de la FIMS (Fédération des sociétés médicales scientifique italienne) sur CCSVI, mais «aussi à Paolo Zamboni, Université de Ferrare, qui se déroule en Emilie Romagne avec le soutien de.” Pourquoi ne pas traiter «correctives endovasculaire ‘peut se poursuivre au centre d’accréditation au niveau régional pour les maladies vasculaires.

Ils demandent une réunion d’urgence. Se plaignent que le ministre présente l’étude expérimentale du FMI (diagnostic) qui s’apprête à quitter, comme le seul “, sans mention de l’essai de diagnostic et de thérapeutique est d’abord sous la direction de la Zamboni, qui sera effectuée conformément aux critères scientifiques requis internationale, qui est, à double insu et qu’il évaluera aussi l’effet placebo.

Et parce que les résultats de l’étude de l’Emilie-Romagne “sera déterminante non seulement pour évaluer la relation entre les deux maladies, mais même si l’angioplastie a aussi des effets sur la sclérose en plaques.” Avec la force et la détermination désespérée, l’appel malade pour le diagnostic et le traitement des CCSVI ne sont pas unis à d’autres maladies, mais sont insérées dans la Lea (niveau de l’aide essentielle) avec la validation d’un code d’identification à leur assurer un traitement adéquat et à la même temps, être autorisés à la traîne.

La proposition de la ministre Fazio n’est pas suffisant. Pas pour eux. Pourquoi “ne reconnaît pas ce qui a déjà été validé par la communauté scientifique internationale.” Et, pire, «tend à saper la signification et la valeur de cette découverte extraordinaire italien.”

di Benedetta Salsi

CCSVI e news: ora da che parte stare?

novembre 1, 2010 - 10:57 pm Commenti disabilitati

http://lanuovaferrara.gelocal.it/cronaca/2010/11/01/news/al-s-anna-sperimentazione-doppia-2641602

Al S. Anna sperimentazione doppia

Entro poche settimane un selezionato drappello di pazienti, formato da non più di 150-200 persone, varcherà la soglia dell’ospedale S. Anna motivato dalla stessa, condivisibile speranza: guarire dalla sclerosi multipla e tornare al più presto a condurre una vita normale

di Gioele Caccia

Entro poche settimane un selezionato drappello di pazienti, formato da non più di 150-200 persone, varcherà la soglia dell’ospedale S. Anna motivato dalla stessa, condivisibile speranza: guarire dalla sclerosi multipla e tornare al più presto a condurre una vita normale. Subito dopo avere oltrepassato le portinerie dell’istituto, però, il gruppetto si sgranerà. Ad attendere i malati ci saranno infatti due diversi team di ricerca, apparentemente accomunati dallo stesso obiettivo, i cui referenti nazionali hanno ingaggiato da mesi una contesa scientifica che sta proiettando i suoi riflessi anche all’interno del S. Anna.

I risvolti di questo scontro (che contrappone in particolare chirurghi vascolari e neurologi) sono ignoti a buona parte del pubblico. Dalla fine del 2009 un crescendo di interesse ha accolto la notizia che al S. Anna è stato realizzato, quattro anni fa, lo studio pilota che ha aperto una nuova e incoraggiante prospettiva nel trattamento della malattia.
Sessantacinque pazienti sono stati sottoposti dall’equipe guidata dal prof. Paolo Zamboni, direttore del Centro di malattie vascolari, ad un intervento di radiologia interventistica che si proponeva di normalizzare il flusso della circolazione venosa nel cervello degli ammalati.
L’esito dell’indagine è stato sorprendente, registrando fra l’altro una regressione dei sintomi in un significativo numero di casi clinici. Zamboni sostiene di aver individuato una patologia, la Ccsvi (insufficienza venosa cronica cerebro-spinale), che nell’indagine condotta con la collaborazione di due specialisti, Fabrizio Salvi, neurologo del Bellaria (Bologna), e Roberto Galeotti, radiologo interventista del S. Anna, ostacolerebbe il regolare deflusso del sangue dal cervello dei pazienti determinando nell’organo un anomalo accumulo di ferro, responsabile delle lesioni associate all’insorgenza della sclerosi multipla. Cinque o sei anni fa, quando stava ancora gettando le basi della sua ricerca, Zamboni chiese la collaborazione di altri specialisti dell’ospedale S. Anna. La sclerosi multipla è sempre stata, in passato, materia di preminente competenza del neurologo, motivo per cui si mise in contatto con gli specialisti che lavoravano per l’ospedale e per l’ateneo estense.

La collaborazione, pur avviata fra Zamboni e l’unità operativa di Neurologia del S. Anna diretta dalla prof. Maria Rosaria Tola, non procedette però sul binario giusto e in breve si interruppe. La doppia sperimentazione che da novembre prenderà le mosse al S. Anna (forse l’unico centro in Italia che ospiterà contemporaneamente due indagini cliniche che si annunciano, più che complementari, antitetiche) nasce in un clima di diffidenza scientifica e si innesta su questa annosa rivalità. Zamboni dal 2006 in poi percorrerà altre strade: grazie alla segnalazione della prof. Alessandra Ferlini, dirigente della Genetica Medica dell’università di Ferrara, che sta approfondendo uno specifico ramo di studi, avvierà una fruttuosa alleanza operativa col neurologo del Bellaria Fabrizio Salvi, uno dei pochi in Italia che si è smarcato dalla posizione critica assunta sulla Ccsvi dalla Società italiana di neurologia. Fondamentale risulterà, inoltre, per l’equipe di Zamboni il lavoro di un altro specialista, il radiologo del S. Anna e dell’università di Ferrara Roberto Galeotti. Alla fine del 2009 la pubblicazione dello studio di Zamboni, nel frattempo corroborato da indagini scientifiche condotte anche all’estero, ha suscitato una vasta eco internazionale. La Regione Emilia Romagna ha deciso di promuovere una sperimentazione che avrà una duplice valenza: diagnostica (valuterà cioè se esiste la Ccsvi e se può essere efficacemente rilevata) e terapeutica (misurerà l’efficacia del trattamento di liberazione delle vene occluse nella cura della sclerosi multipla). Il trial coinvolgerà 550 pazienti (un centinaio al S. Anna, da dove sarà coordinata la ricerca) in una decina – o forse più – di siti clinici con una procedura in doppio cieco. Costo presunto: ignoto, secondo voci ufficiose sarebbe vicino a un milione di euro. L’indagine promossa dall’Associazione italiana sclerosi multipla (Aism) e Fondazione italiana sclerosi multipla (Fism) coinvolgerà invece 30 centri e 2000 pazienti (1200 con SM, 400 sani e 400 con altre patologie).

1 novembre 2010
Al S. Anna experimental double

Within weeks of a selected group of patients, consisting of no more than 150-200 people, will cross the threshold of the San Anna motivated by the same, shared hope: the cure of multiple sclerosis and come back soon to lead a normal life

di Gioele Caccia

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* Two working groups divided on the whole

Within weeks of a selected group of patients, consisting of no more than 150-200 people, will cross the threshold of the San Anna motivated by the same, shared hope: the cure of multiple sclerosis and come back soon to lead a normal life. Immediately after passing the concierge of the institute, however, the group is sgranerà. Waiting for the sick there are in fact two different research teams, apparently share the same goal, which the national contact points have been locked for months that a scientific dispute is projecting his reflexes, even in the S. Anna.

The implications of this struggle (which contrasts with vascular surgeons and neurologists in particular) are largely unknown to the public. Since the end of 2009 a growing interest has welcomed the news that the S. Anna was created four years ago, the pilot study that has opened a new perspective and encouraging in the treatment of disease.
Sixty-five patients underwent by the team led by prof. Paolo Zamboni, director of the Center for vascular diseases, interventional radiology to an intervention which aimed to normalize the flow of blood circulation in the brain of the sick.
The outcome of the study was surprising, recording inter alia a regression of symptoms in a significant number of clinical cases. Zamboni claims to have identified a disease, the Ccsvi (chronic venous insufficiency cerebro-spinal), which conducted the survey with the assistance of two specialists, Fabrizio Salvi, Bellaria neurologist (Bologna), Roberto Galeotti, the interventional radiologist S. Anna, would hamper the smooth flow of blood from the brain of patients causing an abnormal accumulation of iron in the organ, responsible for injuries associated with the onset of multiple sclerosis. Five or six years ago when he was still laying the foundations of his research, Zamboni said the collaboration of other specialists in the hospital S. Anna. Multiple sclerosis has always been in the past on a primary responsibility of the neurologist, which is why he made contact with the specialists who worked for the hospital and the University of Ferrara.

The collaboration between Zamboni and even started an operation of Neurology of the S. Anna directed by prof. Maria Rosaria Tola, but did not proceed on the right track and soon stopped. The two experiments that will build from November to S. Anna (perhaps the only center in Italy will host two simultaneous clinical investigations that are advertised, rather than complementary opposites) was born in a climate of distrust in science and engages on this long-standing rivalry. Zamboni from 2006 onwards will cover other ways: through the reporting of prof. Alessandra Ferlini, director of Medical Genetics, University of Ferrara, who is investigating a specific field of study, will begin a fruitful business alliance with the neurologist Bellaria Fabrizio Salvi, one of the few in Italy that is unmarked by the critical position assumed by the Ccsvi Italian Society of Neurology. Will be crucial also for the team of the Zamboni work of another specialist, the radiologist S. Anna and the University of Ferrara Roberto Galeotti. At the end of 2009, the publication of the study of Zamboni, meanwhile supported by scientific studies carried out abroad, has attracted international attention. The Emilia Romagna Region has decided to promote a trial that will have a dual role: diagnostic (ie, assess whether there is Ccsvi and if it can be effectively detected) and therapeutic (measuring the effectiveness of treatment for the liberation of occluded veins in the treatment of multiple sclerosis ). The trial will involve 550 patients (about one hundred at St. Anna, which will be coordinated by research) in a dozen – maybe more – of clinical sites with a double-blind procedure. Estimated cost: unknown, according to unofficial voices would be close to one million euro. The survey sponsored by the Italian Multiple Sclerosis (Aism) and the Italian Multiple Sclerosis Foundation (IMF) instead involve 30 centers and 2000 patients (1200 with MS and 400 healthy and 400 with other diseases).
November 1, 2010

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Al S. Anna expérimentale double

Quelques semaines plus tard d’un groupe de patients sélectionnés, composé de pas plus de 150-200 personnes, franchira le seuil de la San Anna motivés par les mêmes, l’espérance partagée: la guérison de la sclérose en plaques et de revenir bientôt pour mener une vie normale
di Gioele Caccia

zoom

Al S. Anna expérimentale double
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* Deux groupes de travail répartis sur l’ensemble

Quelques semaines plus tard d’un groupe de patients sélectionnés, composé de pas plus de 150-200 personnes, franchira le seuil de la San Anna motivés par les mêmes, l’espérance partagée: la guérison de la sclérose en plaques et de revenir bientôt pour mener une vie normale. Immédiatement après avoir passé le concierge de l’institut, cependant, le groupe est sgranerà. Attente pour les malades il ya en fait deux équipes de recherche différentes, semblent partager le même objectif, qui les points de contact nationaux ont été bloqués pendant des mois qu’un différend scientifique est en saillie ses réflexes, même dans le S. Anna.

Les conséquences de cette lutte (ce qui contraste avec les chirurgiens vasculaires et des neurologues en particulier) sont largement inconnus du grand public. Depuis la fin de 2009 un intérêt croissant a souhaité la bienvenue aux nouvelles que le S. Anna a été créée il ya quatre ans, l’étude pilote qui a ouvert une nouvelle perspective et encourageants dans le traitement de la maladie.
Soixante-cinq patients ont subi par l’équipe dirigée par le prof. Paolo Zamboni, directeur du Centre pour les maladies vasculaires, la radiologie interventionnelle à une intervention qui visait à régulariser le flux de la circulation sanguine dans le cerveau des malades.
Les résultats de l’étude est surprenant, d’enregistrement, entre autres, une régression des symptômes chez un nombre significatif de cas cliniques. Zamboni prétend avoir identifié une maladie, le CCSVI (insuffisance veineuse chronique céphalo-rachidien), qui a mené l’enquête avec l’aide de deux spécialistes, Fabrice Salvi, neurologue Bellaria (Bologne), Roberto Galeotti, le radiologue interventionnel S. Anna, nuirait à la fluidité du sang du cerveau de patients provoquant une accumulation anormale de fer dans l’organe, responsable pour les blessures associées à l’apparition de la sclérose en plaques. Cinq ou six ans auparavant alors qu’il était encore en jetant les bases de ses recherches, Zamboni a déclaré la collaboration d’autres spécialistes à l’hôpital S. Anna. La sclérose en plaques a toujours été dans le passé sur la responsabilité première du neurologue, ce qui explique pourquoi il a pris contact avec les spécialistes qui ont travaillé pour l’hôpital et l’université de Ferrare.

La collaboration entre Zamboni et même commencé une opération de neurologie de l’S. Anna dirigé par le prof. Maria Rosaria Tola, mais n’a pas eu lieu sur la bonne voie et bientôt arrêté. Les deux expériences qui va construire à partir de Novembre à S. Anna (peut-être le seul centre en Italie sera l’hôte de deux simultanée des investigations cliniques qui sont annoncés, plutôt que contraires complémentaires) est né dans un climat de méfiance dans les sciences et mène sur cette rivalité de longue date. Zamboni à partir de 2006 portera sur les moyens d’autres: à travers la déclaration du prof. Alessandra Ferlini, directeur de la génétique médicale, Université de Ferrare, qui enquête sur un champ d’étude spécifique, commencera une alliance d’affaires fructueuse avec l’Salvi neurologue Bellaria Fabrizio, l’un des rares en Italie, qui n’est pas marquée par la position critique assumé par le CCSVI Société italienne de neurologie. Sera cruciale pour l’équipe des travaux Zamboni d’un autre spécialiste, radiologue S. Anna et l’Université de Ferrara Roberto Galeotti. À la fin de 2009, la publication de l’étude de la Zamboni, quant à lui soutenu par des études scientifiques réalisées à l’étranger, a attiré l’attention internationale. La Région Emilie Romagne a décidé de promouvoir un procès qui aura un double rôle: diagnostic (par exemple, d’évaluer s’il ya CCSVI et si elle peut effectivement être détecté) et thérapeutiques (mesure de l’efficacité du traitement pour la libération de veines occlus dans le traitement de la sclérose en plaques ). Le procès impliquera 550 patients (environ cent at St. Anna, qui sera coordonnée par la recherche) dans une douzaine – peut-être plus – de sites cliniques à une procédure en double aveugle. Coût estimé: inconnu, selon des voix officieuses seront près d’un million d’euros. L’enquête commanditée par l’Italien sclérose en plaques (AISM) et l’Italien sclérose en plaques Foundation (IMF) au lieu impliquent 30 centres et 2000 patients (1200 avec MS et 400 en bonne santé et 400 avec d’autres maladies).
1 novembre 2010