SNC e patologie cardiache… ho trovato questo!

malattie neurologiche e problemi cardiaci

Influenza delle patologie del sistema nervoso centrale sul sistema cardiovascolare

Caroline Arquizan : Chef de clinique-assistant
Catherine Lamy : Praticien hospitalier
Jean-Louis Mas : Professeur des Universités, praticien hospitalier
Service de neurologie, centre R Garcin, hôpital Sainte-Anne, 1, rue Cabanis, 75674 Paris cedex 14 France

Riassunto

L’innervazione del cuore e dei vasi dipende dal sistema nervoso autonomo che comprende il sistema simpatico e il sistema parasimpatico. Diverse strutture del sistema nervoso centrale sono coinvolte nel controllo cardiovascolare: la formazione reticolare bulbare, l’ipotalamo e alcune regioni corticali. La corteccia insulare sembra particolarmente coinvolta nel determinismo di manifestazioni cardiovascolari.

Molte patologie del sistema nervoso centrale possono essere accompagnate da alterazioni cardiovascolari come ictus cerebrali, epilessia, malattie degenerative. Possono comparire alterazioni dell’elettrocardiogramma, aritmie cardiache atriali o ventricolari, lesioni cardiache specifiche (miocitolisi), modificazioni della pressione arteriosa o, infine, manifestazioni subcliniche, diagnosticate con esami non invasivi, quali lo studio della variabilità sinusale. La patogenesi di queste manifestazioni cardiovascolari non è stata ancora completamente chiarita. Potrebbe dipendere da uno squilibrio simpatico-vagale che determina una iperattività simpatica. L’asimmetria dell’innervazione cardiaca porta a pensare che le lesioni cerebrali destre siano maggiormente in grado di provocare alterazioni della frequenza cardiaca o aritmie sopraventricolari, e che le lesioni sinistre siano più spesso associate a disturbi della conduzione atrioventricolare o ad aritmie ventricolari. Una maggiore conoscenza di tali ripercussioni cardiache potrebbe permettere di identificare sottogruppi a rischio da tenere sotto controllo o da sottoporre a misure terapeutiche specifiche.

http://www.telestense.it/news/la-regione-finanzia-il-metodo-zamboni.html

La Regione finanzia un grande progetto per gli ammalati di sclerosi mulltipla

La regione finanzia il metodo Zamboni

Servizio del 24/12/2011 – Il consiglio regionale dell’Emilia-Romagna ha votato, all’unanimità, un ordine del giorno che “impegna la giunta a confermare la copertura economica (2,5 milioni di euro)” per ‘Brave Dreams’, la sperimentazione guidata dal prof. Paolo Zamboni, dell’Università di Ferrara, che potrà far partire la sperimentazione entro tre mesi.

Obiettivo della sperimentazione, dimostrare la correlazione tra insufficienza venosa cronica cerebrospinale (CCSVI), e la Sclerosi Multipla (SM). Come sappiamo, tale correlazione è stata individuata dal professor Zamboni, che dirige il centro malattie vascolari del nostro ateneo, e costituisce il fulcro del metodo che lo stesso Zamboni ha ideato per il trattamento della sclerosi multipla. La scoperta del professor Zamboni, in verità, ha già ottenuto conferme importanti, in varie sedi scientifiche internazionali, e che si è tradotto nel trattamento dei pazienti con un’angioplastica che riapre le vene e fa defluire il sangue dal cervello al cuore, alleviando così la perdita di sensibilità negli arti oppure diminuendo la difficoltà di parlare o deglutire.

Intorno alle scoperte del professor Zamboni si sono sviluppate numerose iniziative per la raccolta di finanziamenti, e si è formata una associazione “CCSVI nella sclerosi multipla”, una onlus con lo specifico obiettivo di incoraggiare la ricerca sul metodo Zamboni. Proprio l’associaizone ha espresso grande soddisfazione per l’impegno assunto dalla reigone emilia romagna, che ora accende una speranza in più per tutti coloro che soffrono di sclerosi mltipla.

Service 24/12/2011 – The Regional Council of Emilia-Romagna voted, unanimously, an agenda that “commits the council to confirm the economic coverage (2.5 million)” for ‘Brave Dreams ‘the trial led by prof. Paolo Zamboni, University of Ferrara, who will start the trial within three months.

The aim of the experiment, demonstrating the correlation between chronic cerebrospinal venous insufficiency (CCSVI), and Multiple Sclerosis (MS). As we know, this correlation was identified by Professor Zamboni, who heads the center of our university vascular disease, and constitutes the core of the method that has the same Zamboni designed for the treatment of multiple sclerosis. The discovery of Professor Zamboni, indeed, has already achieved important confirmations in various international scientific fora, and that has resulted in the treatment of patients with angioplasty to reopen the veins draining the blood and makes the brain to the heart, thereby alleviating loss of sensation in the limbs, or decreasing the difficulty in speaking or swallowing.

Around the discoveries of Professor Zamboni has developed several initiatives to raise funds, and has formed an association “CCSVI in multiple sclerosis”, a charity with the specific aim of encouraging research on the method Zamboni. Just the associaizone expressed great satisfaction with the commitment made by reigone Emilia Romagna, which now turns in more than a hope for those suffering from sclerosis multiple MS

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Service 24/12/2011 – Le Conseil régional de l’Emilie-Romagne ont voté à l’unanimité, un programme qui «engage le Conseil à confirmer la couverture économique (2,5 millions)» pour «Rêves Brave «Le procès mené par le prof. Paolo Zamboni, de l’Université de Ferrare, qui va commencer le procès dans les trois mois.

Le but de l’expérience, démontrant la corrélation entre insuffisance veineuse céphalorachidienne chronique (IVCC) et la sclérose en plaques (SEP). Comme nous le savons, cette corrélation a été identifié par le Professeur Zamboni, qui dirige le centre de notre maladie vasculaire université, et constitue le noyau de la méthode qui a le même Zamboni conçu pour le traitement de la sclérose en plaques. La découverte du professeur Zamboni, en effet, a déjà réalisé des confirmations importantes dans divers forums internationaux scientifiques, et qui a résulté dans le traitement des patients atteints d’angioplastie pour rouvrir les veines qui drainent le sang et rend le cerveau vers le cœur, ce qui atténue perte de sensation dans les membres, ou en diminuant la difficulté à parler ou à avaler.

Autour des découvertes du professeur Zamboni a développé plusieurs initiatives pour collecter des fonds, et a formé une association “IVCC dans la sclérose en plaques”, un organisme de bienfaisance dans le but spécifique d’encourager la recherche sur la Zamboni méthode. Juste le associaizone exprimé sa grande satisfaction à l’engagement pris par les reigone Emilie-Romagne, qui tourne maintenant depuis plus d’un espoir pour ceux qui souffrent de mutiple sclerosis

DEA: che cosa è? è un Defibrillatore portatile che ti salva la vita!

Una presenza amica, mi ha permesso di inserire questa pagina tratta dal proprio Sito:

www.cecchinicuore.org

Il Dottor Maurizio Cecchini,

sta cercando di raccogliere più aiuti economici possibili per realizzare questa vasta “operazione” salvavita nella sua Regione di appartenenza! Non è una impresa semplice, ma andrebbe “copiata” in tutta Italia, facendo una sana informazione di come una piccola macchina elettronica presente in ogni ambiente di comunità sociale, possa ri-donare la vita se usata con serietà da mani esperte e addestrate al pronto soccorso di emergenza!

Sono certa che sapere di aver contribuito a salvare una vita con una piccola donazione in base alle proprie possibilità possa permettere la realizzazione di questo “sogno” salvavita!

Le informazioni le troverete leggendo il sito/blog di Maurizio Cecchini!

eccovi una Sua pagina tratta dal sito:

cecchinicuore

Installa un defibrillatore!

Sono circa 70.000 all’anno le “morti improvvise” in Italia,  circa 200 ogni giorno.

Qualunque ne sia la causa iniziale (stenosi coronariche, miocardiopatie, squilibri elettrolitici…) l’evento finale e’ nel 90% dei casi legato all’insorgere di un’aritmia fatale : la fibrillazione ventricolare.

Questa e’ un’ aritmia autoperpetuantesi che puo’ essere solo stroncata da una o piu’ scosse elettriche (defibrillazione).

I defibrillatori manuali possono essere impiegati solo da personale medico o paramedico e tutte le nostre ambulanze ne sono provviste.

Va tenuto conto che l’aritmia deve essere interrotta al piu’ presto possibile, altrimenti l’acidosi metabolica che si sviluppa gia’ dopo 2-3 minuti di arresto puo’ vanificare ogni sforzo di rianimazione, anche la piu’ avanzata , anche se eseguita da mani esperte.

Le manovre di rianimazione cardiopolmonare possono tentare di rallentare l’insorgenza dell’acidosi in attesa del mezzo di soccorso dotato di defibrillatore, ma e’ impensabile che un’ambulanza possa intervenire nei primi 3-5 fatidici minuti.

E’ per questo motivo che sono stati ideati i DEFIBRILLATORI AUTOMATICI, apparecchi di semplicissimo uso capaci di rilevare le aritmie potenzialmente mortali e di somministrare la defibrillazione automaticamente. Tali apparecchi, del costo di circa 1000 euro, sono stati inventati per essere impiegati da “laici” cioe’ da persone che non sono ne’ medici ne’ infermieri. Basta infatti applicare due piastre adesive al torace del paziente e premere il pulsante di accensione. Una voce registrata avverte che sta esaminando l’elettrocardiogramma; in caso di rilevazione di aritmia da defibrillare avverte di allontanarsi e dopo un secondo avviso vocale somministra la prima scarica elettrica. In caso di fallimento della prima scarica l’apparecchio continua il suo lavoro di interpretazione dell’ECG e si prepara ad una successiva scarica.

L’impiego di tale apparecchiatura e’ semplicissimo e non richiede sostanzialmente nessun addestramento. Tali apparecchi sono estremamente sicuri ed economici e dovrebbero essere diffusi su tutto il territorio. In un mio recente viaggio in Irlanda ho notato con piacere che ad una stazione di autobus in un paesino sperduto c’era un cartello ben visibile alla biglietteria : “Automatic Defibrillator available here” (il defibrillatore automatico e’ qui). In molti paesi tale apparecchiature sono per legge presenti nei luoghi dove puo’ essere presente molta gente: aeroporti, stazioni ferroviarie o di autobus, scuole, campi di calcio, cinema, suipermercati.

La possibilita’ di rianimazione efficace sul territorio si aggira attualmnente attorno all’ 1%, gli ultimi studi europei hanno dimostrato che con l’impiego dei defibrillatori automatici dal percentuale i sopravvivenza sale a vaori compresi tra il 25 ed il 74%;si comprende quindi come tali apparecchi siano a mio avviso indispensabili per “giocare l’unica carta” di chi e’ vittima di un arresto cardiaco, in attesa dell’equipaggio di soccorso.

A Pisa siamo gia’ riusciti ad installare 40 defibrillatori automatici pubblici.

Se vuoi saperne di piu’ o se desideri installarne uno, non esitare a contattarmi a questo indirizzo e-mail.

Maurizio Cecchini

A friendly presence, allowed me to enter this page from your website:

www.cecchinicuore.org
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Dr. Maurice Cecchini

is trying to gather as much financial aid as possible to implement this broad “operation” in its lifesaving Region membership! It is not an easy undertaking, but should be “copied” throughout Italy, making a healthy information of how a small electronic machine in every social community environment, giving life to re-earnestly when used by skilled hands and trained in the emergency Emergency Relief!

I’m sure that knowing that he helped save a life with a small donation according to your opportunity to allow the realization of this “dream” life-saving! The information you will find them by reading the website / blog di Maurizio Cecchini!

here’s a page from your website:

cecchinicuore

Install a defibrillator!

There are about 70,000 annually, the “sudden deaths” in Italy, about 200 every day.

Whatever the initial cause (coronary stenosis, cardiomyopathy, electrolyte imbalances …) and the final event ‘in 90% of cases linked to the occurrence of fatal arrhythmias: ventricular fibrillation.

This is a ‘self-perpetuating arrhythmia that can’ only be struck down by one or more ‘electric shock (defibrillation).

The manual defibrillators can be used only by medical or paramedical personnel and all of our ambulances are equipped.

Should note that the arrhythmia should be discontinued at most ‘as soon as possible, otherwise the metabolic acidosis that develops already’ after 2-3 minutes of arrest can ‘frustrate all efforts at resuscitation, even the most’ advanced, even if done by expert hands.

The cardiopulmonary resuscitation may slow the onset of acidosis groped waiting for emergency vehicle equipped with a defibrillator, but it ‘unthinkable that an ambulance can intervene in the fateful first 3-5 minutes.

And ‘for this reason that the defibrillators are designed, easy to use devices that can detect life-threatening arrhythmias and automatically administer defibrillation. Such devices, which cost around $ 1000, have been invented to be used by “secular”, that ‘by people who are neither’ medical practitioners’ and nurses. It is enough to apply two adhesive pads to the patient’s chest and press the power button. A recorded voice warns that is examining the electrocardiogram in case of detection of arrhythmia and defibrillate warns away after a second announcement of the first electric shock administered. In case of failure of the first discharge unit continues its work of interpreting ECG and is preparing for the next download.

The use of such equipment and ‘simple and requires essentially no training. These devices are extremely safe and economical and should be spread throughout the territory. In my recent trip to Ireland I was pleased to note that at a bus station in a remote village there was a clearly visible sign at the ticket: “Automatic Defibrillator available here” (the automatic defibrillator, and ‘here). In many countries this equipment are legally present in places where it can ‘be there a lot of people at airports, railway stations or bus stations, schools, football fields, cinemas, suipermercati.

The possibility ‘of successful resuscitation in the area is estimated at around attualmnente’ 1%, the recent European studies have shown that the use of defibrillators by the survival rate increases to vaori between 25 and 74%, so we understand As the apparatus is in my opinion necessary to “play the only card” of who and ‘a victim of cardiac arrest, awaiting rescue crew.

In Pisa we have already ‘been able to install 40 automatic defibrillators public.

If you want to know more ‘, or if you want to install one, do not hesitate to contact me at this e-mail

Maurizio Cecchini

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