{"id":1198,"date":"2012-05-16T13:05:20","date_gmt":"2012-05-16T11:05:20","guid":{"rendered":"http:\/\/viscontitoscoalda.com\/?p=1198"},"modified":"2012-05-16T13:05:20","modified_gmt":"2012-05-16T11:05:20","slug":"ipovisione-e-retina-artificiale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/viscontitoscoalda.com\/index.php\/2012\/05\/16\/ipovisione-e-retina-artificiale\/","title":{"rendered":"Ipovisione e retina artificiale"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/notizie.tiscali.it\/articoli\/interviste\/11\/01\/retina-artificiale-intervista-prof-lanzani.html\"><\/a>nel web ho trovato questo:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/notizie.tiscali.it\/articoli\/interviste\/11\/01\/retina-artificiale-intervista-prof-lanzani.html\">http:\/\/notizie.tiscali.it\/articoli\/interviste\/11\/01\/retina-artificiale-intervista-prof-lanzani.html<\/a><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<div><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/notizie.tiscali.it\/media\/11\/01\/retina_artificiale.jpg_415368877.jpg\" alt=\"\" width=\"436\" height=\"230\" \/><\/div>\n<div>\n<div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><strong>Altri articoli<\/strong><\/div>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>Il Professor Lanzani: &#8220;Abbiamo creato una retina artificiale funzionante, un giorno servir\u00e0 a curare la cecit\u00e0&#8221;<\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/notizie.tiscali.it\/articoli\/interviste\/11\/01\/ravera-acquaviva-maggiore-eta.html?\">Maggiorenni a sedici anni? Lidia Ravera e Sabino Acquaviva dicono no<\/a><\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/notizie.tiscali.it\/articoli\/interviste\/11\/01\/influenza-a-intervista-tomei.html?\">Influenza A, il professor Tomei: &#8220;In Italia nessun allarme, semmai uno stato di attenzione&#8221;<\/a><\/li>\n<\/ul>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<h5>Il professor Lanzani: &#8220;Abbiamo creato una retina artificiale funzionante, un giorno servir\u00e0 a curare la cecit\u00e0&#8221;<\/h5>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><em>di\u00a0Roberto Zonca<\/em><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<div id=\"pos1\">E\u2019 firmata dal Dipartimento di Neuroscienze e Neurotecnologie (Nbt), dal Centro di Nanoscienze e Tecnologie dell&#8217;<a href=\"http:\/\/www.iit.it\/en\/home.html\" target=\"_blank\">Istituto Italiano di Tecnologia<\/a> (Cnst &#8211; Iit Polimi) e dal <a href=\"http:\/\/www.fisi.polimi.it\/dip-fisica\/page7.do\" target=\"_blank\">Dipartimento di Fisica del Politecnico di Milano<\/a> la messa a punto del prototipo della prima retina artificiale al mondo  perfettamente funzionante. Il team di ricercatori, alcuni dei quali  freschi di dottorato (Diego Ghezzi, Maria Rosa Antognazza e Erica  Lanzarini), \u00e8 stato coordinato dal <a href=\"http:\/\/www.fisi.polimi.it\/dip-fisica\/page56.do\" target=\"_blank\">professor Guglielmo Lanzani<\/a>,  fisico e professore associato presso il Politecnico di Milano e dal  collega Fabio Benfenati. Lo studio, i cui risultati sono stati  pubblicati su <em>Nature Communications<\/em>, \u00e8 partito dalla necessit\u00e0  di voler trovare una rimedio ai problemi legati al malfunzionamento  della retina umana. La soluzione \u00e8 giunta unendo una miriade di  altissime competenze che ha permesso di sviluppare una retina  artificiale che consiste in un&#8217;interfaccia tra le cellule nervose e un  materiale organico semiconduttore chiamato <em>rr-P3HT:PCBM<\/em>.  Questo, sebbene al momento sia stata fatta esclusivamente una  dimostrazione in vitro, mima il processo a cui sono deputati i  fotorecettori presenti nella retina: capta gli impulsi luminosi, li  converte in segnali elettrici e li invia al cervello attraverso il nervo  ottico. Su questa importante notizia abbiamo intervistato il professor  Lanzani, coordinatore dello studio.<\/div>\n<div id=\"pos2\"><strong>Come si \u00e8 giunti alla creazione di questa retina artificiale?<\/strong><br \/>\n\u201cNon \u00e8 stato un caso. Siamo arrivati a creare questa \u2018protesi\u2019  attraverso una programmazione precisa. Abbiamo usato dei semiconduttori  organici, materiali artificiali creati in laboratorio &#8211; a base di  carbonio -, che risultano essere molto simili alle sostanze che si  trovano in natura. L\u2019uso di questo materiale garantisce una  biocompatibilit\u00e0 maggiore, in quanto soffice e leggero e flessibile: in  caso di un\u2019integrazione in una protesi potrebbe presentare notevoli  vantaggi. Questi materiali vengono solitamente usati nelle celle  fotovoltaiche, e hanno pertanto la naturale capacit\u00e0 di assorbire la  luce per poi creare delle cariche elettriche: fenomeno alla base della  stimolazione dei neuroni. La prima cosa che abbiamo fatto \u00e8 stata  studiare la compatibilit\u00e0 dei neuroni, depositandoli e facendoli  crescere sul nostro semiconduttore organico. Cos\u00ec facendo abbiamo visto  che i nostri neuroni crescono bene, cosa non del tutto scontata. In un  secondo momento abbiamo stimolato otticamente il semiconduttore organico  e notato che il segnale luminoso veniva trasformato in un segnale  elettrico: siamo riusciti a far vedere la luce ai nostri neuroni\u201d.<\/div>\n<div id=\"pos3\"><strong>Quale sar\u00e0 il prossimo passo?<\/strong><br \/>\n\u201cOra abbiamo fatto una \u2018prova di concetto\u2019, dimostrando che utilizzando  questi materiali e il trasporto ionico del liquido in cui i neuroni  vivono, si riesce a realizzare questa interfaccia quindi a foto  stimolare i neuroni. Una protesi vera e propria la realizzeremo in  seguito: dovr\u00e0 essere pi\u00f9 grande e di materiale maggiormente flessibile:  alla fine studieremo la biocompatibilit\u00e0 inserendola in un topo\u201d.<\/div>\n<div id=\"pos4\"><strong>Quando potrebbe esser disponibile sul mercato?<\/strong><br \/>\n\u201cParlare di un inserimento sul mercato \u00e8 prematuro. Se tutto andr\u00e0 bene  serviranno alcuni anni. Prima dobbiamo studiare la biocompatibilit\u00e0 nel  suo complesso, inserendo la retina in un topo, e poi dovremo trovare un  modo per ingegnerizzare il dispositivo, rendendolo bio-mimetico. A quel  punto sar\u00e0 indispensabile trovare un contatto con dei colleghi  specializzati in chirurgia oculare. La nostra come si evince \u00e8 una  ricerca estremamente multidisciplinare\u201d.<\/div>\n<div id=\"pos5\"><strong>Chi usufruir\u00e0 di una di queste retine artificiali potr\u00e0 riacquistare una vista \u201cnormale\u201d?<\/strong><br \/>\n\u201cQuesto \u00e8 molto difficile da stabilire. Oggi non siamo in grado di  sviluppare una retina artificiale capace di svolgere le complesse  funzioni di una retina biologica. Anche con le protesi al silicio pi\u00f9  moderne si riesce al massimo a distinguere delle lettere  retroilluminate: niente pi\u00f9 che sagome. C\u2019\u00e8 una strada complessa ancora  da percorrere e per farlo \u00e8 necessario un lavoro congiunto di fisici,  chimici, ingegneri e psicologi. In sintesi si dovr\u00e0 cercare di  comprendere il meccanismo della visione, ancora poco chiaro. Noi siamo  comunque riusciti a dimostrare che i nostri materiali sono in grado di  visualizzare, sebbene in teoria, anche delle immagini a colori. Come  queste possano esser poi trasmesse al cervello \u00e8 tutto da chiarire\u201d.<\/div>\n<div id=\"pos6\"><strong>Anche un non vedente che non abbia subito danni al nervo ottico?<\/strong><br \/>\n\u201cE\u2019 il nostro obiettivo finale. Noi speriamo di arrivare un giorno a  questo importante risultato. E\u2019 stato cos\u00ec per l\u2019orecchio: i primi  impianti erano molto rudimentali e facevano distinguere vagamente i  rumori, adesso siamo arrivati ad una risoluzione del suono quasi uguale a  quella naturale. Per la visione \u00e8 molto pi\u00f9 complicato, ma confidiamo  nel riuscire negli anni a sviluppare un occhio bionico in grado di  eguagliare o persino superare le capacit\u00e0 del suo corrispondente  biologico\u201d.<\/div>\n<div id=\"pos7\"><strong>Questa retina artificiale avr\u00e0 una \u201cvita illimitata\u201d o rischia il deterioramento?<\/strong><br \/>\n\u201cRischia un deterioramento, ma si dovr\u00e0 capire in che modo. Posso dire  che le celle fotovoltaiche organiche hanno una vita media di 10 anni. In  questi dispositivi c\u2019\u00e8 per\u00f2 un elettrodo, che noi abbiamo sostituito  con il liquido ionico: confidiamo sia un\u2019idea vincente. Sono ottimista,  dico che spero che le nostre retine artificiali possano vivere almeno 10  anni\u201d.<\/div>\n<div id=\"pos8\"><strong>Si pu\u00f2 migliorare questo dispositivo? Qual \u00e8 il suo sogno?<\/strong><br \/>\n\u201cL\u2019ostacolo pi\u00f9 grosso \u00e8 relativo alla comprensione del meccanismo della  visione e alla codifica delle informazioni da mandare al cervello. Il  dispositivo ideale, che cercheremo di fare, \u00e8 una retina artificiale  completa in cui abbiamo una distribuzione spaziale dei fotorecettori  simili a quelli della retina naturale. Questa segue una geometria  particolare che si chiama log-polare: cercheremo di riprodurre il tutto  in una retina artificiale e per comprenderne meglio il funzionamento la  installeremo in un robot\u201d.<\/div>\n<div id=\"pos9\"><strong>I risultati da voi ottenuti potranno esser utili anche in altri campi?<\/strong><br \/>\n\u201cS\u00ec, quello della retina \u00e8 l\u2019impiego pi\u00f9 immediato, ma ne esistono molti  altri. L\u2019ocpogenetica, area emergente delle neuroscienze che mira a  servirsi della luce per stimolare le aree neuronali, potrebbe un giorno  servirsi dei risultati da noi ottenuti per curare le malattie del  sistema nervoso\u201d.<\/div>\n<div id=\"pos10\"><strong>I tagli alla ricerca interessano anche le vostre strutture? Con quali conseguenze?<\/strong><br \/>\n\u201cSono un docente del politecnico di Milano e direttore del Centro di  Nanoscienze e Tecnologie dell&#8217;Istituto Italiano di Tecnologia, nel  politecnico di Milano. Come Iit siamo un\u2019isola felice: Iit \u00e8 un  esperimento italiano che effettua ricerca in maniera differente, e in  cambio di questo abbiamo un livello di finanziamento adeguato. Come  politecnico di Milano le cose cambiano e i tagli sono pesantissimi: di  fatto non abbiamo pi\u00f9 agenzie a cui rivolgerci per i finanziamento  nazionale. Esiste qualcosa per i finanziamenti regionali, ma la  situazione \u00e8 realmente difficile. Speriamo che questo ultimissimo studio  possa darci una mano. Il nostro Paese sforna ottimi ricercatori: alcuni  scelgono di andare all\u2019estero, perch\u00e9 trovano condizioni di lavoro  migliori altri restano e accettano di combattere contro mille difficolt\u00e0  che distolgono dagli obiettivi principali. Confidiamo nei politici e  nella possibilit\u00e0 che presto possano considerarci una risorsa in cui  investire\u201d.<\/div>\n<div id=\"pos11\"><strong>Che cosa manca alla ricerca italiana per potersi confrontare con il mercato internazionale?<\/strong><br \/>\n\u201cLe risorse umane di certo non mancano. Il problema \u00e8 la carenza dei  finanziamenti, ma questo \u00e8 assodato. Sentiamo inoltre la mancanza di una  struttura, di una organizzazione intorno alla ricerca che, se anche \u00e8  vero in Italia esiste, \u00e8 spesso mal funzionante: io devo combattere con  una burocrazia assurda, che va contro ogni mia esigenza e sembra fatta  appositamente per non farmi lavorare. All\u2019estero questi problemi non  esistono. Negli Stati Uniti, in Inghilterra e soprattutto in Finlandia,  in periodi di crisi, il governo investe nella ricerca, mentre da noi  accade esattamente il contrario\u201d.<\/div>\n<div id=\"pos12\"><strong>I privati credono sufficientemente nella ricerca italiana?<\/strong><br \/>\n\u201cCi sono alcune grosse industrie che investono sulla ricerca, ma sono  veramente pochissime. Il problema \u00e8 che il tessuto industriale italiano \u00e8  composto principalmente da piccole e medie imprese che non investono  nella ricerca in quanto non hanno prodotti ad alta tecnologia. Quelle  poche che avrebbero interesse ad investire hanno spesso paura,  scoraggiate anche dalla eccessiva burocrazia\u201d.<\/div>\n<div>27 gennaio 2011<\/div>\n<div><\/div>\n<div>I found this on the web:<\/p>\n<p>http:\/\/notizie.tiscali.it\/articoli\/interviste\/11\/01\/retina-artificiale-intervista-prof-lanzani.html<br \/>\nMore Articles<\/p>\n<p>Professor Lanzani: &#8220;We have created an artificial retina working one day help to cure blindness&#8221;<br \/>\nAge at sixteen? Lidia Ravera and Sabino Acquaviva say no<br \/>\nInfluenza A, Professor Tomei: &#8220;In Italy, no alarm, but rather a state of attention&#8221;<\/p>\n<p>Professor Lanzani: &#8220;We have created an artificial retina working one day help to cure blindness&#8221;<br \/>\nRoberto Zonca<br \/>\nIt  &#8216;signed by the Department of Neuroscience and neurotechnology (Nbt),  the Center for Nanoscience and Technology of the Italian Institute of  Technology (Cnst &#8211; Polimi IITs) and the Department of Physics at the  Politecnico di Milano the development of the prototype of the first  artificial retina the world&#8217;s working perfectly. The  team of researchers, some of them fresh PhD (Diego Ghezzi, Maria Rosa  and Erica Antognazza Lanzarini), was coordinated by Professor William  Lanzani, physicist and associate professor at the Polytechnic of Milan  and his colleague Fabio Benfenati. The  study, whose results were published in Nature Communications, started  from the need to find a remedy to the problems related to the  malfunction of the human retina. The  solution is reached by combining a myriad of high skills that allowed  the development of an artificial retina that is an interface between  nerve cells and an organic material called semiconductor rr-P3HT: PCBM. This,  although at the time it was made only a demonstration in vitro, mimics  the process to which they are assigned to the photoreceptors in the  retina picks up the light pulses and converts them into electrical  signals and sends them to the brain via the optic nerve. On this important news we interviewed Professor Lanzani, coordinator of the study.<br \/>\nAs we come to the creation of this artificial retina?<br \/>\n&#8220;It was not an accident. We got to create this &#8216;implants&#8217; through precise programming. We  used organic semiconductor materials, artificial materials created in a  laboratory &#8211; based on carbon &#8211; which appear to be very similar to  substances found in nature. The  use of this material ensures a greater biocompatibility, as soft and  light and flexible: in case of integration in a prosthesis may offer  significant advantages. These  materials are generally used in the photovoltaic cells, and therefore  have the natural ability to absorb the light and then create the  electrical charges: phenomenon at the base of the stimulation of  neurons. The first thing we did was to study the compatibility of neurons, depositing and making them grow on our organic semiconductor. In doing so we have seen that our neurons grow well, which is not entirely obvious. In  a second step we optically stimulated the organic semiconductor and  noticed that the light signal was converted into an electrical signal we  were able to see the light of our neurons. &#8221;<br \/>\nWhat&#8217;s the next step?<br \/>\n&#8220;Now  we made a &#8216;proof of concept&#8217;, demonstrating that using these materials  and the ionic transport of the liquid in which neurons live, are unable  to achieve this interface and then to photo stimulate neurons. A  real prosthesis will realize it later: it will be bigger and more  flexible material at the end we will study the biocompatibility  inserting it into a mouse. &#8221;<br \/>\nWhen it might be available?<br \/>\n&#8220;Talk about a market introduction is premature. If all goes well will need several years. First  we must study the biocompatibility as a whole, by inserting the retina  in a mouse, and then we will have to find a way to engineer the device,  making bio-mimetic. At that point it will be necessary to find a contact with colleagues who specialize in eye surgery. As shown in our research is highly multidisciplinary. &#8221;<br \/>\nWho will benefit from one of these artificial retinas may repurchase a view of &#8220;normal&#8221;?<br \/>\n&#8220;This is very difficult to establish. Today, we are not able to develop an artificial retina able to carry out complex functions of a biological retina. Even with the most modern silicon implants can currently make out of the letters backlit: nothing more than silhouettes. There is a complex way still to go and to do that you need a joint work of physicists, chemists, engineers and psychologists. In summary, we should try to understand the mechanism of vision, still unclear. We are still able to demonstrate that our materials are able to view, although in theory, the color images. How these can then be transmitted to the brain remains to be clarified. &#8221;<br \/>\nEven a blind person who has not suffered any damage to the optic nerve?<br \/>\n&#8220;It &#8216;s our ultimate goal. We hope to one day get to this important result. It  &#8216;been so for the ear: the first plants were very rudimentary and were  vaguely distinguish the sounds, now we have reached a resolution of the  sound almost identical to the natural one. For  the vision is much more complicated, but we are confident in succeeding  years to develop a bionic eye can match or even exceed the capabilities  of its corresponding organic &#8220;.<br \/>\nThis artificial retina will have an &#8220;indefinite&#8221; or risk deterioration?<br \/>\n&#8220;He risks a deterioration, but you will understand how. I can say that organic solar cells have an average life of 10 years. In these devices, however, there is an electrode, which we replaced with the ionic liquid: trust is a winning idea. I am optimistic, I say that I hope that our artificial retinas can live at least 10 years. &#8221;<br \/>\nYou can improve this device? What is your dream?<br \/>\n&#8220;The  biggest obstacle is related to the understanding of the mechanism of  vision and the encoding of the information to be sent to the brain. The  ideal device, we will try to do is complete an artificial retina where  we have a spatial distribution similar to those of the photoreceptors of  the retina natural. This  follows a particular geometry which is called log-polar we will try to  play around in an artificial retina and to better understand the  operation of the install in a robot. &#8221;<br \/>\nThe results obtained may be useful to you in other areas?<\/p><\/div>\n<div><\/div>\n<div>J&#8217;ai trouv\u00e9 cet article sur le web:<\/p>\n<p>http:\/\/notizie.tiscali.it\/articoli\/interviste\/11\/01\/retina-artificiale-intervista-prof-lanzani.html<br \/>\nPlus d&#8217;articles<\/p>\n<p>Professeur Lanzani: \u00abNous avons cr\u00e9\u00e9 une r\u00e9tine artificielle travailler un jour aider \u00e0 gu\u00e9rir la c\u00e9cit\u00e9&#8221;<br \/>\n\u00c2ge \u00e0 seize ans? Lidia Ravera et Sabino Acquaviva dire non<br \/>\nGrippe A, le professeur Tomei: \u00abEn Italie, aucune alarme, mais plut\u00f4t un \u00e9tat d&#8217;attention&#8221;<\/p>\n<p>Professeur Lanzani: \u00abNous avons cr\u00e9\u00e9 une r\u00e9tine artificielle travailler un jour aider \u00e0 gu\u00e9rir la c\u00e9cit\u00e9&#8221;<br \/>\nRoberto Zonca<br \/>\nIl  est sign\u00e9 par le D\u00e9partement des neurosciences et de la  neurotechnologie (NBT), le Centre pour la nanoscience et de la  technologie de l&#8217;Institut italien de technologie (CNST &#8211; Polimi IIT) et  le D\u00e9partement de physique de Politecnico di Milano le d\u00e9veloppement du  prototype de la r\u00e9tine premier artificielle le monde fonctionne parfaitement. L&#8217;\u00e9quipe  de chercheurs, certains d&#8217;entre eux, frais, PhD (Diego Ghezzi, Maria  Rosa et Erica Antognazza Lanzarini), a \u00e9t\u00e9 coordonn\u00e9 par le Professeur  William Lanzani, physicien et professeur agr\u00e9g\u00e9 \u00e0 l&#8217;\u00c9cole polytechnique  de Milan et son coll\u00e8gue Fabio Benfenati. L&#8217;\u00e9tude,  dont les r\u00e9sultats ont \u00e9t\u00e9 publi\u00e9s dans Nature Communications, a  commenc\u00e9 \u00e0 partir de la n\u00e9cessit\u00e9 de trouver une solution aux probl\u00e8mes  li\u00e9s au mauvais fonctionnement de la r\u00e9tine humaine. La  solution est atteint en combinant une multitude de comp\u00e9tences \u00e9lev\u00e9es  qui ont permis le d\u00e9veloppement d&#8217;une r\u00e9tine artificielle qui est une  interface entre les cellules nerveuses et d&#8217;une mati\u00e8re organique  appel\u00e9e semi-rr-P3HT: PCBM. Ceci,  bien qu&#8217;\u00e0 l&#8217;\u00e9poque il a \u00e9t\u00e9 fait seulement une d\u00e9monstration in vitro,  imite le processus auquel ils sont affect\u00e9s \u00e0 des photor\u00e9cepteurs de la  r\u00e9tine capte les impulsions lumineuses et les convertit en signaux  \u00e9lectriques et les envoie au cerveau via le nerf optique. Sur cette nouvelles importantes, nous avons interview\u00e9 le professeur Lanzani, coordinateur de l&#8217;\u00e9tude.<br \/>\nComme nous arrivons \u00e0 la cr\u00e9ation de cette r\u00e9tine artificielle?<br \/>\n\u00abCe n&#8217;\u00e9tait pas un accident. Nous sommes arriv\u00e9s \u00e0 cr\u00e9er ce \u00abimplants\u00bb \u00e0 travers une programmation pr\u00e9cise. Nous  avons utilis\u00e9 des mat\u00e9riaux semi-conducteurs organiques, de mat\u00e9riaux  artificiels cr\u00e9\u00e9s dans un laboratoire &#8211; \u00e0 base de carbone &#8211; qui semblent  \u00eatre tr\u00e8s similaires \u00e0 des substances trouv\u00e9es dans la nature. L&#8217;utilisation  de ce mat\u00e9riau assure une plus grande biocompatibilit\u00e9, aussi doux et  l\u00e9ger et souple: en cas d&#8217;int\u00e9gration dans une proth\u00e8se peut offrir des  avantages significatifs. Ces  mat\u00e9riaux sont g\u00e9n\u00e9ralement utilis\u00e9s dans les cellules photovolta\u00efques,  et ont donc la capacit\u00e9 naturelle \u00e0 absorber la lumi\u00e8re et cr\u00e9er des  charges \u00e9lectriques: ph\u00e9nom\u00e8ne \u00e0 la base de la stimulation des neurones.  La  premi\u00e8re chose que nous avons faite a \u00e9t\u00e9 d&#8217;\u00e9tudier la compatibilit\u00e9  des neurones, d\u00e9poser et faire cro\u00eetre notre semi-conducteur organique. Ce faisant, nous avons vu que nos neurones se d\u00e9veloppent bien, ce qui n&#8217;est pas tout \u00e0 fait \u00e9vidente. Dans  un deuxi\u00e8me temps, nous stimul\u00e9e optiquement le semi-conducteur  organique et a remarqu\u00e9 que le signal lumineux est converti en un signal  \u00e9lectrique, nous avons pu voir la lumi\u00e8re de nos neurones. &#8221;<br \/>\nQuelle est la prochaine \u00e9tape?<br \/>\n\u00abMaintenant,  nous avons fait un\u00ab proof of concept \u00bb, ce qui d\u00e9montre que  l&#8217;utilisation de ces mat\u00e9riaux et le transport ionique du liquide dans  lequel les neurones vivent, sont incapables d&#8217;atteindre cette interface,  puis de photo stimuler les neurones. Une  proth\u00e8se r\u00e9elle sera rendu compte plus tard: il sera plus grand et  mat\u00e9riau plus souple \u00e0 la fin, nous allons \u00e9tudier la biocompatibilit\u00e9  de l&#8217;ins\u00e9rer dans une souris &#8220;.<br \/>\nQuand il pourrait \u00eatre disponible?<br \/>\n&#8220;Tu parles d&#8217;un lancement sur le march\u00e9 est pr\u00e9matur\u00e9e. Si tout va bien faudra plusieurs ann\u00e9es. Nous  devons d&#8217;abord \u00e9tudier la biocompatibilit\u00e9 dans son ensemble, en  ins\u00e9rant la r\u00e9tine d&#8217;une souris, et ensuite nous devrons trouver une  fa\u00e7on de concevoir le dispositif, ce qui en bio-mim\u00e9tique. \u00c0 ce moment, il sera n\u00e9cessaire de trouver un contact avec des coll\u00e8gues qui se sp\u00e9cialisent dans la chirurgie oculaire. Comme le montre notre recherche est tr\u00e8s pluridisciplinaire. &#8221;<br \/>\nQui b\u00e9n\u00e9ficiera de l&#8217;une de ces r\u00e9tines artificielles peut racheter une vue de la \u00abnormalit\u00e9\u00bb?<br \/>\n\u00abC&#8217;est tr\u00e8s difficile \u00e0 \u00e9tablir. Aujourd&#8217;hui,  nous ne sommes pas en mesure de d\u00e9velopper une r\u00e9tine artificielle  capable de r\u00e9aliser des fonctions complexes d&#8217;une r\u00e9tine biologique. M\u00eame  avec les implants en silicone les plus modernes peuvent actuellement  faire \u00e0 partir des lettres lumineuses: rien de plus que des silhouettes.  Il  ya une fa\u00e7on complexe qui reste \u00e0 parcourir et pour ce faire vous avez  besoin d&#8217;un travail conjoint des physiciens, des chimistes, des  ing\u00e9nieurs et des psychologues. En r\u00e9sum\u00e9, nous devons essayer de comprendre le m\u00e9canisme de la vision, toujours incertaine. Nous sommes toujours en mesure de d\u00e9montrer que nos mat\u00e9riaux sont capables de voir, m\u00eame si en th\u00e9orie, les images en couleur. Comment ceux-ci peuvent ensuite \u00eatre transmises au cerveau reste \u00e0 pr\u00e9ciser. &#8221;<br \/>\nM\u00eame un aveugle qui n&#8217;a pas subi de dommages au nerf optique?<br \/>\n\u00abC&#8217;est notre objectif ultime. Nous esp\u00e9rons un jour arriver \u00e0 ce r\u00e9sultat important. C  &#8216;est ainsi depuis l&#8217;oreille: les premi\u00e8res plantes \u00e9taient tr\u00e8s  rudimentaires et \u00e9taient vaguement distinguer les sons, nous avons  atteint une r\u00e9solution du son presque identique \u00e0 celui naturel. Car  la vision est beaucoup plus compliqu\u00e9, mais nous sommes confiants dans  les ann\u00e9es suivantes pour d\u00e9velopper un \u0153il bionique ne peut \u00e9galer,  voire d\u00e9passer les capacit\u00e9s de sa organique correspondant &#8220;.<br \/>\nCette r\u00e9tine artificielle aura une d\u00e9t\u00e9rioration \u00abind\u00e9finie\u00bb ou un risque?<br \/>\n&#8220;Il risque une d\u00e9gradation, mais vous comprendrez comment. Je peux dire que les cellules solaires organiques ont une dur\u00e9e de vie moyenne de 10 ans. Dans  ces dispositifs, cependant, il ya une \u00e9lectrode, nous avons remplac\u00e9  avec le liquide ionique: la confiance est une id\u00e9e gagnante. Je suis optimiste, je dis que j&#8217;esp\u00e8re que nos r\u00e9tines artificielles peuvent vivre au moins 10 ans. &#8221;<br \/>\nVous pouvez am\u00e9liorer ce dispositif? Quel est votre r\u00eave?<br \/>\n\u00abLe  plus grand obstacle est li\u00e9 \u00e0 la compr\u00e9hension du m\u00e9canisme de la  vision et de l&#8217;encodage de l&#8217;information \u00e0 transmettre au cerveau. L&#8217;appareil  id\u00e9al, nous allons essayer de faire est de remplir une r\u00e9tine  artificielle o\u00f9 nous avons une distribution spatiale similaire \u00e0 celles  des photor\u00e9cepteurs de la r\u00e9tine naturelles. Cela  fait suite \u00e0 une g\u00e9om\u00e9trie particuli\u00e8re qui est appel\u00e9 log-polaire nous  allons essayer de jouer dans une r\u00e9tine artificielle et de mieux  comprendre le fonctionnement de l&#8217;installation dans un robot. &#8221;<br \/>\nLes r\u00e9sultats obtenus peuvent vous \u00eatre utiles dans d&#8217;autres domaines?<br \/>\n&#8220;Oui, ce que la r\u00e9tine est utilis\u00e9 dans le plus simple, mais il ya beaucoup d&#8217;autres. Le  ocpogenetica, nouveau domaine de la neuroscience qui vise \u00e0 utiliser la  lumi\u00e8re pour stimuler les zones neuronales, pourrait un jour utiliser  les r\u00e9sultats que nous avons obtenus pour traiter les maladies du  syst\u00e8me nerveux. &#8221;<br \/>\nLes coupes \u00e0 la recherche affectera \u00e9galement vos installations? Quelles sont les cons\u00e9quences?<br \/>\n\u00abJe  suis ma\u00eetre de conf\u00e9rences \u00e0 l&#8217;\u00c9cole polytechnique de Milan et  directeur du Centre pour la nanoscience et de la technologie de  l&#8217;Institut Italien de Technologie, l&#8217;\u00e9cole polytechnique de Milan. Comme  nous sommes heureux d&#8217;IIT \u00eele: IIT est une exp\u00e9rience italienne qui  effectue la recherche d&#8217;une mani\u00e8re diff\u00e9rente, et en \u00e9change de cela,  nous avons un niveau de financement ad\u00e9quat. Comme  l&#8217;\u00e9cole polytechnique de Milan, les choses changent et les coupes sont  tr\u00e8s lourdes: en fait, nous n&#8217;avons plus besoin de se tourner vers les  agences de financement nationales. Il ya quelque chose de financement r\u00e9gional, mais la situation est vraiment difficile. Nous esp\u00e9rons que cette nouvelle \u00e9tude va nous donner un coup de main. Notre  pays produit d&#8217;excellents chercheurs: certains choisissent d&#8217;aller \u00e0  l&#8217;\u00e9tranger, car ils trouvent de meilleures conditions de travail et  d&#8217;autres sont autoris\u00e9s \u00e0 se battre contre les nombreuses difficult\u00e9s  qui distraient de ses principaux objectifs. Nous  avons confiance dans les politiciens et la possibilit\u00e9 que, bient\u00f4t,  peut nous consid\u00e8rent comme une ressource dans laquelle investir. &#8221;<br \/>\nCe qui manque dans la recherche italienne afin de comparer avec le march\u00e9 international?<br \/>\n&#8220;Les ressources humaines ne manquent pas. Le probl\u00e8me est le manque de financement, mais c&#8217;est un fait. \u00c9galement  ressentir le manque d&#8217;une structure, une organisation autour de cela,  m\u00eame si cela est vrai en Italie, il est souvent dysfonctionnel: je dois  me battre une bureaucratie absurde, ce qui va \u00e0 l&#8217;encontre chacun de mes  besoins et est fait pour moi de ne pas travailler. A l&#8217;\u00e9tranger, ces probl\u00e8mes n&#8217;existent pas. Aux  \u00c9tats-Unis, en Angleterre et surtout en Finlande, en temps de crise, le  gouvernement investit dans la recherche, alors qu&#8217;ici, c&#8217;est exactement  le contraire. &#8221;<br \/>\nPersonnes croient suffisamment dans la recherche italienne?<br \/>\n&#8220;Il ya quelques grandes industries qui investissent sur la recherche, mais ils sont vraiment tr\u00e8s rares. Le  probl\u00e8me est que la structure industrielle italienne est principalement  compos\u00e9 de petites et moyennes entreprises qui n&#8217;investissent pas dans  la recherche parce qu&#8217;ils n&#8217;ont pas produits de haute technologie. Les rares personnes qui auraient un int\u00e9r\u00eat \u00e0 investir ont souvent peur, d\u00e9courag\u00e9 m\u00eame par la bureaucratie. &#8221;<br \/>\n27 janvier 2011<\/p><\/div>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a name=\"comments\"><br \/>\n<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>nel web ho trovato questo: http:\/\/notizie.tiscali.it\/articoli\/interviste\/11\/01\/retina-artificiale-intervista-prof-lanzani.html Altri articoli Il Professor Lanzani: &#8220;Abbiamo creato una retina artificiale funzionante, un giorno servir\u00e0 a curare la cecit\u00e0&#8221; Maggiorenni a sedici anni? 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