{"id":893,"date":"2011-02-06T21:26:16","date_gmt":"2011-02-06T20:26:16","guid":{"rendered":"http:\/\/viscontitoscoalda.com\/?p=893"},"modified":"2011-02-06T21:26:16","modified_gmt":"2011-02-06T20:26:16","slug":"due-pareri-meglio-di-uno-ebbene-si-questo-e-emerso-da","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/viscontitoscoalda.com\/index.php\/2011\/02\/06\/due-pareri-meglio-di-uno-ebbene-si-questo-e-emerso-da\/","title":{"rendered":"due pareri meglio di uno? ebbene si&#8230; questo \u00e8 emerso da&#8230;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/salute\/11_gennaio_23\/secondo-parere-medico_2d241f1c-2620-11e0-8bad-00144f02aabc.shtml\">http:\/\/www.corriere.it\/salute\/11_gennaio_23\/secondo-parere-medico_2d241f1c-2620-11e0-8bad-00144f02aabc.shtml<\/a><\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\">Pu\u00f2 aiutare a decidere e a evitare errori e sprechi<\/h2>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<ul>\n<li>\n<h5>NOTIZIE CORRELATE<\/h5>\n<\/li>\n<li>\n<h6><a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/salute\/11_gennaio_22\/ravenna-asl-secondo-parere_f4386112-2620-11e0-8bad-00144f02aabc.shtml?fr=correlati\">L&#8217;esperimento pilota della Asl di Ravenna<\/a><\/h6>\n<\/li>\n<li>\n<h6><a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/salute\/11_gennaio_23\/percentuali-revisione_fd7a54be-2621-11e0-8bad-00144f02aabc.shtml?fr=correlati\">Quanto incide il secondo parere<\/a><\/h6>\n<\/li>\n<li>\n<h6><a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/salute\/11_gennaio_23\/paura-incertezza-secondo-parere_56f17720-2622-11e0-8bad-00144f02aabc.shtml?fr=correlati\">L&#8217;atteggiamento psicologico<\/a><\/h6>\n<\/li>\n<li>\n<h6><a href=\"http:\/\/www.corriere.it\/salute\/11_gennaio_22\/paternalismo-tramnto-medicina_cf9c6b62-2622-11e0-8bad-00144f02aabc.shtml?fr=correlati\">Il paternalismo al tramonto<\/a><\/h6>\n<\/li>\n<\/ul>\n<div id=\"rectangle\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/oas.rcsadv.it\/5\/corriere.it\/salute\/L-18\/221522240\/Bottom1\/RCS\/PF_COR_ROS_RCT_010211\/code_simply_cor_ros_rct.html\/55485242773031504168494143626e62?_RM_EMPTY_&amp;kw1=http:\/\/www.corriere.it\/salute\/11_gennaio_23\/secondo-parere-medico_2d241f1c-2620-11e0-8bad-00144f02aabc.shtml&amp;XE&amp;Category=SALUTE&amp;SubCategory=Empty&amp;tax23_RefDocLoc=http:\/\/www.fondazioneserono.org\/223&amp;if_nt_CookieAccept=Y&amp;XE\" alt=\"\" width=\"1\" height=\"1\" \/><\/div>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una pratica diffusa all\u2019estero. Da noi ancora una scelta \u00abnascosta\u00bb<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il secondo parere  serve al malato<br \/>\nMa anche al medico<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pu\u00f2 aiutare a decidere e a evitare errori e sprechi<\/p>\n<table style=\"text-align: justify;\" width=\"1\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><\/strong><strong> <\/strong>MILANO &#8211; Racconta un medico ospedaliero, sul sito inglese di un  associazione di malati di cancro. \u00abIo come medico sopportavo con  fastidio il fatto che i miei pazienti chiedessero un secondo parere  sulla mia diagnosi. Mi sembrava che non si fidassero di me. \u00abPoi mi \u00e8  stato diagnosticato un piccolo tumore del colon. Altro che secondo  parere: di pareri ne ho chiesti sei o sette prima di decidermi a  intervenire\u00bb. Il medico che deve curare se stesso d\u00e0 sempre grandi  lezioni. E scopre quello che appare evidente alla maggior parte dei  pazienti. Che di fronte alla diagnosi di una malattia grave nasce il  bisogno di una conferma, di un confronto che sia anche conforto.  \u00abIl  momento della comunicazione della diagnosi di una malattia severa \u00e8  molto delicato \u2014 dice un medico di grande esperienza, Pasquale Spinelli,  una carriera come gastroenterologo all&#8217;Istituto dei tumori di Milano \u2014.  \u00c8 importante che in quel momento il professionista sappia dare consigli  sul da farsi, sulle diverse opzioni, sulle possibilit\u00e0. Ed \u00e8 giusto non  solo accettare ma anche consigliare un secondo parere, guidare il  paziente anche in questo\u00bb.  Troppo spesso invece la realt\u00e0 mostra un  altro quadro. Quello del neomalato in ansia, con la cartella clinica  sotto il braccio, ottenuta spesso a fatica, che inizia il giro delle  sette chiese e delle altrettante speranze. Lo guida, nella maggior parte  dei casi, il passaparola, l&#8217;amico dell&#8217;amico, il sentito dire. Oppure,  oggi sempre pi\u00f9 frequentemente, procede lungo le strade insidiose di  Internet. In ogni caso al caro prezzo degli onorari che si moltiplicano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LUSSO O DIRITTO ? &#8211;<\/strong> Ci si chiede: il secondo parere \u00e8 un lusso o \u00e8  un diritto del malato? Secondo molti \u00e8 uno spreco di risorse, che crea  confusione e rischia di screditare il valore del &#8220;primo parere&#8221;. Secondo  altri, oltre che una comprensibile necessit\u00e0 psicologica, \u00e8 un diritto  che il medico ha il dovere di rispettare almeno per le patologie  importanti. La medicina pi\u00f9 avanzata, a livello internazionale, propende  decisamente per questa seconda tesi. Nei Paesi anglosassoni, in Francia  e nella maggior parte dei Paesi europei la &#8220;second opinion&#8221; \u00e8 una  pratica comune, naturale, che non scandalizza nessuno. Nel sistema  sanitario americano, basato sulle assicurazioni private, in molti casi \u00e8  addirittura obbligatoria, tutti i principali centri di eccellenza  forniscono questo servizio in varie specialit\u00e0 e le linee guida delle  associazioni mediche lo raccomandano. Anche perch\u00e9 le ricerche condotte  in questo campo hanno dimostrato l&#8217;efficacia dei consulti, che  permettono di &#8220;correggere&#8221; un numero significativo di diagnosi, evitando  anche molti interventi inutili. E quindi risparmiando anche denaro. Per  esempio la British medical association impone di rispettare la  richiesta del paziente di un altro parere e raccomanda di fornire le  indicazioni utili e tutti i dati clinici in possesso. I medici si  adeguano volentieri, anche perch\u00e9 sono pi\u00f9 protetti da eventuali rivalse  legali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>IN ITALIA &#8211;<\/strong> Ma in Italia il Servizio sanitario ignora il &#8220;secondo  parere&#8221;: le strutture pubbliche non forniscono questo servizio e la  maggior parte dei medici si dimostra comunque poco disponibile ad  aiutare il paziente. E non \u00e8 previsto alcun rimborso. Il diritto alla  &#8220;second opinion&#8221; compare solo nella carta dei diritti del malato,  proposta da Umberto Veronesi. \u00abLa situazione italiana \u00e8 molto arretrata  in questo campo. Chi non ha la capacit\u00e0 o la possibilit\u00e0 di gestirsi in  proprio il &#8220;secondo parere&#8221; non \u00e8 protetto dal sistema\u00bb, afferma deciso  Sandro Mattioli, specialista di chirurgia generale all&#8217;universit\u00e0 di  Bologna. Con Luigi Bolondi, ordinario di clinica medica, sta  organizzando per il prossimo 11 febbraio un convegno dal titolo  &#8220;Mobilit\u00e0 sanitaria e second opinion&#8221;, per conto della Societ\u00e0 medico  chirurgica della citt\u00e0. \u00abDirei anzi che la situazione va peggiorando \u2014  prosegue Mattioli \u2014 . Una volta c&#8217;era l&#8217;illustre clinico, il &#8220;barone&#8221;,  che non aveva difficolt\u00e0 a spedire i pazienti per un consulto, con il  viatico di un &#8220;D\u00ec che ti mando io&#8221;. Questo sistema paternalistico \u00e8  giustamente finito, ma non \u00e8 stato sostituito da qualcos&#8217;altro. Nella  sanit\u00e0 italiana c&#8217;\u00e8 anzi una sorta di sindrome del &#8220;maso chiuso&#8221;:  ciascuno cerca di tenersi stretti i propri pazienti, anche per motivi  economici\u00bb.  Ma i pazienti &#8220;viaggiano&#8221; lo stesso, anche non invitati.  \u00abLo stato dice: devi andare nella tua Asl di competenza, altrimenti sono  fatti tuoi. E cos\u00ec il paziente si arrangia. Mentre dovrebbe favorire un  sistema di consulti tra gli specialisti, per quel che riguarda la  clinica medica. E fornire una &#8220;second opinion&#8221; concreta per quel che  riguarda la chirurgia, basata su una rete di centri specialistici e di  riferimento per le varie patologie, distribuiti sul territorio. Anche  perch\u00e9 in chirurgia non conta soltanto la competenza del singolo medico,  ma quella dell&#8217;intera squadra\u00bb. \u00abIl servizio sanitario deve farsi  carico del secondo parere \u2014 ribadisce Spinelli \u2014 perch\u00e9 fa parte  integrante dell&#8217;assistenza al malato. Per evitare dispersioni di energie  e denaro. E prevenire anche che il paziente, nella sua ricerca a volte  disperata, finisca per affidarsi a &#8220;guaritori&#8221; di vario tipo, che  promettono soluzioni miracolistiche\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riccardo Renzi<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">MILAN &#8211; Tell a hospital physician, the English website of a group of cancer patients. &#8220;I hated as a physician discomfort with the fact that my patients seek a second opinion on my diagnosis. It seemed that no fidassero me. &#8220;Then I was diagnosed with a small colon cancer. Other than second opinion: the opinions I have asked six or seven before deciding to intervene. &#8221; The physician must heal himself always gives great lessons. And find out what is obvious to most patients. That before the diagnosis of a serious illness arises the need to confirm this, a comparison that is also comforting. &#8220;The  moment in which diagnosis of a severe illness is very delicate &#8211; says a  doctor with considerable experience, Pasquale Spinelli, a career as a  gastroenterologist Cancer Institute of Milan -. It is important that at that time able to give professional advice on what to do, on the various options, the possibilities. And it is right not only accept but also suggest a second opinion, to guide the patient in this. &#8221; Too often, instead of the reality shows another picture. What&#8217;s  neomalato anxious, with the medical record under his arm, often  obtained with difficulty, which begins around the seven churches and so  many hopes. The guide, in most cases, word of mouth, the friend of a friend, the hearsay. Or, today more and more frequently, proceed along the treacherous roads of the Internet. In any case, the high price of fees to multiply.<\/p>\n<p>LUXURY OR RIGHT? &#8211; The question is: The second opinion is a luxury or a patient&#8217;s right? According to many is a waste of resources, which creates confusion and threatens to discredit the value of the &#8220;first opinion&#8221;. According  to others, as well as an understandable psychological need, is a right  that the doctor has the duty to respect at least for major diseases. The most advanced medicine at the international level, leans decidedly to the latter thesis. In  Anglo-Saxon countries, France and most European countries the &#8220;second  opinion&#8221; is a common practice, of course, does not offend anyone. In  the U.S. healthcare system based on private insurance, in many cases,  even mandatory, all major centers of excellence in providing this  service in various specialties and the guidelines of medical  associations recommend it. Also  because the research in this field have demonstrated the effectiveness  of consultations, which allow you to &#8220;fix&#8221; a significant number of  diagnosis, thus avoiding many unnecessary interventions. And then also save money. For  example, the British Medical Association calls for respecting the  patient&#8217;s request for another opinion and recommended to provide useful  information and all clinical data in its possession. The doctors are happy to adapt, because they are more protected from possible legal retaliation.<\/p>\n<p>IN  ITALY &#8211; Italy in the health service but ignores the &#8220;second opinion&#8221;:  the public do not provide this service and most medical shows, however,  little is available to help the patient. And there is no refund. The right to &#8220;second opinion&#8221; appears only in the patient&#8217;s bill of rights proposed by Umberto Veronesi. &#8220;The Italian situation is far behind in this field. Who  does not have the capacity or the ability to manage their own &#8220;second  opinion&#8221; is not protected by the system, &#8220;says Sandro Mattioli agreed, a  specialist in general surgery at the University of Bologna. With  Luigi Bolondi, professor of clinical medicine, is organizing a  conference on February 11 entitled &#8220;Medical furniture and second  opinion&#8221; on behalf of the Medical Society of Surgical city. &#8220;I would say that the situation is getting worse &#8211; says Mattioli -. Once  there was the famous clinician, the &#8220;Baron&#8221;, who had no difficulty in  sending patients for a consultation with the food for the journey of a  &#8220;Say I sent you.&#8221; This paternalistic system is rightly done, but has not been replaced by something else. The  Italian health is indeed a kind of syndrome of the farmstead &#8220;everyone  tries to hold onto their patients, even for economic reasons.&#8221; But patients &#8216;travel&#8217; the same, even uninvited. &#8220;The state says you must go to your local health jurisdiction, your facts are otherwise. And so the patient gets by. While it should promote a system of consultations between specialists, with regard to the medical clinic. And  provide a &#8220;second opinion&#8221; with regard to the actual surgery, based on a  network of specialized centers and reference for the various diseases,  for geographically distributed. Even surgery does not count because only the competence of individual doctors, but the whole team. &#8221; &#8220;The health service must pay all the second opinions &#8211; reiterated Spinelli &#8211; it is an integral part of care for the sick. To avoid waste of energy and money. It  also prevent the patient in his quest to desperate times, end up  relying on &#8220;healers&#8221; of various kinds, which promise miraculous  solutions. &#8221;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riccardo Renzi<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more-->MILAN &#8211; Parlez \u00e0 un m\u00e9decin de l&#8217;h\u00f4pital, le site anglais d&#8217;un groupe de patients atteints de cancer. \u00abJe d\u00e9testais comme un malaise m\u00e9decin avec le fait que mes patients demander un deuxi\u00e8me avis sur mon diagnostic. Il est apparu qu&#8217;aucune fidassero moi. &#8220;Ensuite, j&#8217;ai \u00e9t\u00e9 diagnostiqu\u00e9 avec un cancer du c\u00f4lon petits. Autre que le deuxi\u00e8me avis: les opinions que j&#8217;ai demand\u00e9 \u00e0 six ou sept avant de d\u00e9cider d&#8217;intervenir &#8220;. Le m\u00e9decin doit se soigner donne toujours de grandes le\u00e7ons. Et savoir ce qui est \u00e9vident \u00e0 la plupart des patients. C&#8217;est  avant que le diagnostic d&#8217;une maladie grave se pose la n\u00e9cessit\u00e9 de  confirmer cela, une comparaison qui est \u00e9galement r\u00e9confortant. &#8220;Le  moment o\u00f9 le diagnostic d&#8217;une maladie grave est tr\u00e8s d\u00e9licate &#8211; dit un  m\u00e9decin poss\u00e9dant une exp\u00e9rience consid\u00e9rable, Pasquale Spinelli, une  carri\u00e8re de gastro-ent\u00e9rologue Cancer Institute de Milan -. Il  est important qu&#8217;\u00e0 ce moment en mesure de donner des conseils  professionnels sur ce qu&#8217;il faut faire, sur les diff\u00e9rentes options, les  possibilit\u00e9s. Et il est bon non seulement accepter, mais sugg\u00e8rent aussi un deuxi\u00e8me avis, pour guider le patient dans ce domaine. &#8221; Trop souvent, au lieu de la r\u00e9alit\u00e9 montre une autre image. Quoi  de neomalato anxieux, avec le dossier m\u00e9dical sous le bras, souvent  difficile \u00e0 obtenir, qui commence autour des sept \u00e9glises et tant  d&#8217;espoirs. Le guide, dans la plupart des cas, le bouche \u00e0 oreille, l&#8217;ami d&#8217;un ami, le ou\u00ef-dire. Or, aujourd&#8217;hui de plus en plus fr\u00e9quemment, passez le long des routes tra\u00eetresses de l&#8217;Internet. Dans tous les cas, le prix \u00e9lev\u00e9 des frais pour se multiplier.<\/p>\n<p>LUXE ou \u00e0 droite? &#8211; La question est: Le deuxi\u00e8me avis est un luxe ou un droit d&#8217;un patient? Selon  beaucoup de gens est un gaspillage de ressources, ce qui cr\u00e9e de la  confusion et menace de discr\u00e9diter la valeur de la &#8220;premi\u00e8re opinion&#8221;. Selon  d&#8217;autres, ainsi que d&#8217;un besoin compr\u00e9hensible psychologique, est un  droit que le m\u00e9decin a le devoir de respecter au moins pour les  principales maladies. Le m\u00e9dicament le plus avanc\u00e9 au niveau international, se penche d\u00e9cid\u00e9ment \u00e0 la th\u00e8se de ce dernier. Dans  les pays anglo-saxons, la France et la plupart des pays europ\u00e9ens de la  \u00abdeuxi\u00e8me opinion\u00bb est une pratique courante, bien s\u00fbr, ne pas offenser  personne. Dans  le syst\u00e8me de sant\u00e9 am\u00e9ricain bas\u00e9 sur une assurance priv\u00e9e, dans de  nombreux cas, voire obligatoire, tous les principaux centres  d&#8217;excellence dans la prestation de ce service dans les diff\u00e9rentes  sp\u00e9cialit\u00e9s et les lignes directrices des associations m\u00e9dicales, il  recommande. Aussi  parce que la recherche dans ce domaine ont d\u00e9montr\u00e9 l&#8217;efficacit\u00e9 des  consultations, qui vous permettent de &#8220;fixer&#8221; un nombre important de  diagnostic, \u00e9vitant ainsi de nombreuses interventions inutiles. Et puis aussi \u00e9conomiser de l&#8217;argent. Par  exemple, la British Medical Association appelle au respect la demande  du patient pour un autre avis et a recommand\u00e9 de fournir des  informations utiles et toutes les donn\u00e9es cliniques en sa possession. Les m\u00e9decins sont heureux d&#8217;adapter, parce qu&#8217;ils sont plus prot\u00e9g\u00e9s contre les repr\u00e9sailles juridiques possibles.<\/p>\n<p>En  Italie &#8211; Italie dans le service de sant\u00e9, mais ne tient pas compte de  la \u00abdeuxi\u00e8me opinion\u00bb: le public ne fournit pas ce service et la plupart  des \u00e9missions m\u00e9dicales, cependant, est peu disponible pour aider le  patient. Et il n&#8217;y a pas de remboursement. Le droit \u00e0 la \u00abdeuxi\u00e8me opinion\u00bb n&#8217;appara\u00eet que dans le projet de loi des droits du patient propos\u00e9 par Umberto Veronesi. \u00abLa situation italienne est loin derri\u00e8re dans ce domaine. Qui  n&#8217;a pas la capacit\u00e9 ou la capacit\u00e9 de g\u00e9rer leurs propres \u00abdeuxi\u00e8me  opinion\u00bb n&#8217;est pas prot\u00e9g\u00e9 par le syst\u00e8me \u00bb, explique Sandro Mattioli  convenu, un sp\u00e9cialiste en chirurgie g\u00e9n\u00e9rale \u00e0 l&#8217;Universit\u00e9 de Bologne.  Avec  Luigi Bolondi, professeur de m\u00e9decine clinique, organise une conf\u00e9rence  sur F\u00e9vrier 11, intitul\u00e9 &#8220;Mobilier m\u00e9dical et une deuxi\u00e8me opinion&#8221; au  nom de la Soci\u00e9t\u00e9 m\u00e9dicale de la ville de chirurgie. \u00abJe dirais que la situation s&#8217;aggrave &#8211; dit Mattioli -. Il  \u00e9tait une fois le clinicien c\u00e9l\u00e8bre, le &#8220;Baron&#8221;, qui n&#8217;a eu aucune  difficult\u00e9 \u00e0 envoyer des patients pour une consultation avec la  nourriture pour le voyage d&#8217;un \u00abDites-lui je vous envoie.&#8221; Ce syst\u00e8me paternaliste est bien fait, mais n&#8217;a pas \u00e9t\u00e9 remplac\u00e9 par autre chose. La  sant\u00e9 italien est en effet une sorte de syndrome de la ferme &#8220;tout le  monde essaie de s&#8217;accrocher \u00e0 leurs patients, m\u00eame pour des raisons  \u00e9conomiques.&#8221; Mais &#8220;Voyage&#8221; patients les m\u00eames, m\u00eame sans y \u00eatre invit\u00e9. &#8220;L&#8217;Etat dit que vous devez aller \u00e0 votre juridiction de sant\u00e9 locaux, les faits sont autrement. Et si le patient est par. Si elle doit promouvoir un syst\u00e8me de consultations entre les sp\u00e9cialistes, \u00e0 l&#8217;\u00e9gard de la clinique m\u00e9dicale. Et  fournir une \u00abdeuxi\u00e8me opinion\u00bb \u00e0 l&#8217;\u00e9gard de l&#8217;intervention proprement  dite, bas\u00e9e sur un r\u00e9seau de centres sp\u00e9cialis\u00e9s et de r\u00e9f\u00e9rence pour  les diff\u00e9rentes maladies, pour r\u00e9partis g\u00e9ographiquement. M\u00eame la chirurgie ne compte pas parce que la comp\u00e9tence des m\u00e9decins individuels, mais toute l&#8217;\u00e9quipe. &#8221; &#8220;Le  service de sant\u00e9 doit payer toutes les opinions seconde &#8211; a r\u00e9it\u00e9r\u00e9  Spinelli &#8211; c&#8217;est une partie int\u00e9grante des soins pour les malades. Pour \u00e9viter le gaspillage d&#8217;\u00e9nergie et d&#8217;argent. Il  a \u00e9galement emp\u00eacher le patient dans sa qu\u00eate pour des temps  d\u00e9sesp\u00e9r\u00e9s, finissent par se fondant sur &#8220;gu\u00e9risseurs&#8221; de toutes sortes,  qui promettent des solutions miracles. &#8221;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riccardo Renzi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>http:\/\/www.corriere.it\/salute\/11_gennaio_23\/secondo-parere-medico_2d241f1c-2620-11e0-8bad-00144f02aabc.shtml Pu\u00f2 aiutare a decidere e a evitare errori e sprechi NOTIZIE CORRELATE L&#8217;esperimento pilota della Asl di Ravenna Quanto incide il secondo parere L&#8217;atteggiamento psicologico Il paternalismo al tramonto Una pratica diffusa all\u2019estero. 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