{"id":969,"date":"2011-05-07T01:47:56","date_gmt":"2011-05-06T23:47:56","guid":{"rendered":"http:\/\/viscontitoscoalda.com\/?p=969"},"modified":"2011-05-07T01:47:56","modified_gmt":"2011-05-06T23:47:56","slug":"iniziamo-a-conoscere-qualche-cosa-sui-lea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/viscontitoscoalda.com\/index.php\/2011\/05\/07\/iniziamo-a-conoscere-qualche-cosa-sui-lea\/","title":{"rendered":"iniziamo a conoscere qualche cosa sui LEA"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.governo.it\/GovernoInforma\/Dossier\/piano_sanitario_2011_13\/3_piano_sanitario2011_2013.pdf\">PIANO Sanitario 2011\/2013  e LEA<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3. MONITORAGGIO, APPROPRIATEZZA ED<br \/>\nUNIFORMIT\u00c0 DEI LEA<br \/>\n3.1.1 Livelli essenziali di assistenza (Lea)<br \/>\nCon riferimento ai livelli essenziali di assistenza le disomogeneit\u00e0 tra Regioni sono evidenti<br \/>\nsia in ambito ospedaliero che territoriale.<br \/>\nIn particolare se analizziamo il tasso di ospedalizzazione per mille abitanti standardizzato per<br \/>\net\u00e0, riferito ai soli ricoveri per acuti, in regime ordinario, \u00e8 possibile notare che nel 2008 tale<br \/>\nvalore presenta, nelle diverse Regioni, forti variabilit\u00e0: si va da 158,95 ricoveri per mille<br \/>\nabitanti annui della Regione Puglia, a 99,53 della Regione Piemonte pari ad una differenza<br \/>\ndel 37% circa, contro un valore nazionale di 127,89 ricoveri per mille abitanti, annui.<br \/>\nLa riorganizzazione della rete ospedaliera rimane un punto critico, da affrontare con grandi<br \/>\nproblematicit\u00e0 che investono sia aspetti economici-organizzativi sia socio-culturali delle<br \/>\npopolazioni locali. In tutte le regioni che hanno sottoscritto l\u2019Accordo sul piano di rientro dai<br \/>\ndisavanzi sanitari il livello di ospedalizzazione \u00e8 decisamente troppo elevato. Si tenta di<br \/>\nrisolvere con l\u2019offerta ospedaliera, spesso inadeguata e inappropriata le carenze del territorio,<br \/>\ndell\u2019emergenza e della medicina primaria.<br \/>\nValutare la sostenibilit\u00e0 economica dell\u2019assistenza sanitaria e l\u2019effettiva erogazione dei<br \/>\nLivelli Essenziali di Assistenza, nonch\u00e9 l\u2019appropriatezza delle prestazioni ricevute dai<br \/>\nresidenti di ciascun contesto regionale risulta quindi sempre pi\u00f9 indispensabile. Ne consegue<br \/>\nla necessit\u00e0 di sviluppare strumenti di misura delle prestazioni, di analisi e confronto<br \/>\nattraverso il diretto coinvolgimento dei diversi livelli istituzionali del Ssn. Fondamentale, a<br \/>\ntali fini, la cornice di riferimento costituita dal patrimonio informativo reso disponibile<br \/>\nnell\u2019ambito del Nuovo Sistema Informativo Sanitario (NSis) e dalle metodologie di supporto<br \/>\nalla lettura dei dati ed alla comprensione dei fenomeni sanitari, consolidate nell\u2019ambito del<br \/>\nSistema nazionale di Verifica e Controllo dell\u2019Assistenza Sanitaria (SiVeAS).<br \/>\nLe disomogeneit\u00e0 presenti nella domanda e nell\u2019offerta dei servizi sanitari sono registrate<br \/>\nanche nell\u2019ambito dei lavori del Comitato permanente per la verifica dei Lea in condizioni di<br \/>\nappropriatezza ed efficacia nell\u2019utilizzo delle risorse, di cui all\u2019Intesa Stato-Regioni del 23<br \/>\nmarzo 2005, di cui uno strumento \u00e8 la cosiddetta \u201cgriglia Lea\u201d che consente di conoscere e<br \/>\ncogliere nell\u2019insieme le diversit\u00e0 ed il disomogeneo livello di erogazione dei livelli di<br \/>\nassistenza, attraverso l\u2019utilizzo di un definito set di indicatori ripartiti tra l\u2019attivit\u00e0 di<br \/>\nassistenza negli ambienti di vita e di lavoro, l\u2019assistenza territoriale e l\u2019assistenza<br \/>\nospedaliera.<br \/>\nRisultano pertanto necessarie le seguenti azioni:<br \/>\n\u2022 l\u2019individuazione analitica dei Livelli essenziali di assistenza, vale a dire<br \/>\nl\u2019individuazione del perimetro all\u2019interno del quale il diritto all\u2019assistenza \u00e8<br \/>\npienamente esigibile, a condizione che sussistano le condizioni di appropriatezza<br \/>\nclinica, \u00e8 il compito prioritario che la Costituzione attribuisce al livello centrale dello<br \/>\nStato. Occorre rilevare per\u00f2 la necessit\u00e0 di semplificare modalit\u00e0 e procedure di<br \/>\nadeguamento dei Lea all\u2019innovazione scientifica e tecnologica attivit\u00e0 che, nel settore<br \/>\nparallelo dell\u2019assistenza farmaceutica, sono garantite dall\u2019Agenzia italiana del<br \/>\n62<br \/>\nfarmaco. Nei prossimi anni occorre impegnarsi a rivedere le procedure di<br \/>\naggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza, prevedendo che, ove<br \/>\nl\u2019aggiornamento non comporti oneri aggiuntivi, le relative decisioni possano essere<br \/>\nassunte da organi tecnici paritetici Stato-Regioni; negli altri casi sarebbe auspicabile<br \/>\nche, in sede di determinazione annuale delle risorse complessive messe a<br \/>\ndisposizione del Servizio sanitario nazionale, fosse preventivamente individuata la<br \/>\nquota corrispettiva da destinare all\u2019aggiornamento dei Livelli. Altro impegno deve,<br \/>\ninoltre, essere rivolto a:<br \/>\n\u2022 la promozione di obiettivi di appropriatezza nell\u2019erogazione delle prestazioni, in<br \/>\nparticolare per quelle per le quali era prevista la eliminazione dai Lea, attraverso la<br \/>\npromozione di linee guida, di protocolli diagnostici terapeutici, di priorit\u00e0<br \/>\nnell\u2019erogazione delle prestazioni in presenza di determinate patologie, presunte o<br \/>\naccertate (oncologia, malattie rare, patologie autoimmuni o altre da individuare);<br \/>\n\u2022 l\u2019individuazione di ulteriori condizioni di non appropriatezza sia in sede di ricovero<br \/>\n(ulteriori Drg inappropriati) sia nell\u2019ambulatoriale, per le quali una programmazione<br \/>\ndi contenimento consenta di ricavare margini per lo sviluppo delle prestazioni<br \/>\ninnovative quali: protesica innovativa, malattie rare, alta tecnologia, vaccino HPV.<br \/>\nL\u2019individuazione dei Livelli essenziali comporta anche la determinazione di alcune<br \/>\ncaratteristiche essenziali delle attivit\u00e0, dei servizi e delle prestazioni tali per cui, in loro<br \/>\nassenza, la prestazione o il servizio non possa essere qualificata come tale. Queste<br \/>\ncaratteristiche possono riguardare, ad esempio, il tempo minimo di durata di una prestazione,<br \/>\nla dotazione tecnologica minima necessaria per garantire la sua qualit\u00e0, la presenza o la<br \/>\ndisponibilit\u00e0 in servizio di personale qualitativamente e quantitativamente adeguato, la<br \/>\ngaranzia di accesso al servizio per appuntamento, e cos\u00ec via. Questa tematica si avvicina<br \/>\nquella della valutazione e del monitoraggio dei servizi sanitari attraverso la fissazione di<br \/>\n\u201cstandard\u201d o \u201cparametri di riferimento\u201d ma attiene, in questa prospettiva, alla individuazione<br \/>\ndi requisiti \u201cqualificanti\u201d della specifica attivit\u00e0 e si colloca quindi a pieno titolo all\u2019interno<br \/>\ndella definizione dei Livelli.<br \/>\nL\u2019uniforme applicazione dei Lea a livello nazionale deve comunque salvaguardare le<br \/>\nspecificit\u00e0 territoriali, in rispondenza alle analisi dei bisogni e delle risorse di ciascun<br \/>\ncontesto locale.<br \/>\n3.1.2 Liste di attesa<br \/>\nInquadramento generale<br \/>\nLa gestione delle liste e dei tempi di attesa rappresenta un problema diffuso nella maggior<br \/>\nparte dei Paesi che dispongono di un\u2019organizzazione sanitaria complessa e di tipo<br \/>\nuniversalistico.<br \/>\nAnche per il nostro Servizio Sanitario Nazionale il contenimento dei tempi di attesa \u00e8 una<br \/>\npriorit\u00e0 dell\u2019assistenza sanitaria a garanzia dell\u2019equit\u00e0 e della qualit\u00e0 delle cure, come pi\u00f9<br \/>\nvolte espresso sia nei Piani sanitari nazionali, che in altri atti normativi e di<br \/>\nprogrammazione nazionale, tra i quali il Dpcm 16 aprile 2002 \u201cLinee guida sui criteri di<br \/>\npriorit\u00e0 per l\u2019accesso alle prestazioni diagnostiche e terapeutiche e sui tempi massimi di<br \/>\nattesa\u201d, che poneva tale criterio quale componente strutturale dei livelli essenziali di<br \/>\n63<br \/>\nassistenza ed a cui fece seguito l\u2019Accordo Stato-Regioni dell\u201911 luglio 2002, che defin\u00ec una<br \/>\nproposta di sistema per regolare l\u2019erogazione di prestazioni sanitarie in base a classi di<br \/>\npriorit\u00e0 cliniche di accesso alle medesime prestazioni.<br \/>\nIl punto di approdo delle iniziative nazionali di carattere pattizio con le Regioni \u00e8 stato<br \/>\nl\u2019Intesa Stato Regioni del 28 marzo 2006, sul \u201cPiano nazionale di contenimento dei tempi di<br \/>\nattesa\u201d (Pncta). Con tale atto, di respiro triennale (2006-2008), si \u00e8 arrivati a condividere un<br \/>\npercorso per la gestione delle Liste di Attesa, finalizzato a garantire un appropriato accesso<br \/>\ndei cittadini ai Servizi Sanitari secondo criteri di appropriatezza e di urgenza, garantendo la<br \/>\ntrasparenza a tutti i livelli di programmazione, di organizzazione e di erogazione delle<br \/>\nprestazioni sanitarie. Il Piano prevedeva l\u2019obbligo per le Regioni di dotarsi di un Piano<br \/>\nregionale come strumento programmatico unico e integrato, per le Aziende sanitarie di<br \/>\ndefinire un Piano attuativo locale degli interventi programmati a livello regionale, nonch\u00e9<br \/>\nun insieme di attivit\u00e0 di monitoraggio da realizzarsi a livello centrale da parte del Ministero<br \/>\ndella Salute e dell\u2019Agenzia per i Servizi sanitari regionali. Le Regioni dovevano garantire il<br \/>\ngoverno della domanda attraverso il ricorso appropriato alle attivit\u00e0 del SSN in base a criteri<br \/>\ndi priorit\u00e0 nell\u2019accesso, razionalizzare ed ottimizzare l\u2019offerta delle prestazioni da parte delle<br \/>\nAziende Sanitarie, gestire razionalmente il sistema degli accessi mediante la<br \/>\nriorganizzazione del Cup, rivedere periodicamente l\u2019attivit\u00e0 prescrittiva e promuovere la<br \/>\nrefertazione tempestiva delle prestazioni effettuate, riorganizzare l\u2019attivit\u00e0 libero<br \/>\nprofessionale intramuraria (Alpi) e fissare i tempi massimi regionali per le prestazioni<br \/>\ncontemplate dal Piano Nazionale.<br \/>\nAttraverso le attivit\u00e0 di monitoraggio condotte dal Ministero della Salute, si \u00e8 potuto<br \/>\nevidenziare che tutte le Regioni hanno adottato un proprio Piano, in cui hanno individuato<br \/>\ngli interventi necessari per la realizzazione di quanto era stato previsto nel Piano Nazionale.<br \/>\nTuttavia, l\u2019attuazione degli interventi nei vari contesti regionali non ha ancora raggiunto i<br \/>\nlivelli di valutazione sistematica su tutto il territorio nazionale, richiedendo un rinnovato<br \/>\nimpegno a tale riguardo.<br \/>\nIndividuazione delle azioni strategiche da promuovere<br \/>\nLe numerose iniziative condotte fino ad oggi e i risultati conseguiti nel dare seguito agli atti<br \/>\ndi programmazione nazionale adottati di concerto con le Regioni e P.A., confermano<br \/>\nl\u2019urgenza di rilanciare in maniera pi\u00f9 sistematica ed integrata le azioni di miglioramento per<br \/>\nl\u2019accesso al Ssn, secondo criteri di appropriatezza ed equit\u00e0. In particolare, risulta<br \/>\nfondamentale garantire l\u2019accesso alle prestazioni sanitarie, territoriali e di ricovero<br \/>\nospedaliero, secondo specifici percorsi diagnostico terapeutici individuati in sede regionale,<br \/>\nin assenza dei quali sar\u00e0 difficile garantire appropriatezza e tempestivit\u00e0 delle attivit\u00e0<br \/>\nsanitarie, ma anche offrire ai cittadini gli strumenti per una migliore conoscenza del sistema,<br \/>\nai fini della trasparenza e dell\u2019equit\u00e0 nell\u2019accesso.<br \/>\nIn tal senso, il Ministero ha elaborato la proposta per il Nuovo Piano Nazionale di Governo<br \/>\ndelle Liste di Attesa per il triennio 2009-2011, espresso in Conferenza Stato Regioni del 28<br \/>\nottobre 2010, che indica le azioni strategiche che devono essere condotte, in collaborazione<br \/>\ntra tutti gli attori del sistema. In particolare, gli elementi innovativi sono l\u2019uso obbligatorio<br \/>\ndelle classi di priorit\u00e0 per le prenotazioni sia ambulatoriali che di ricovero, la definizione di<br \/>\npercorsi diagnostico terapeutici (Pdt) in due aree prioritarie quali quella cardiovascolare ed<br \/>\noncologica ed i relativi tempi d\u2019attesa, la messa a sistema dei flussi informativi per il<br \/>\nmonitoraggio sia delle prestazioni ambulatoriali che di ricovero, l\u2019informazione trasparente<br \/>\n64<br \/>\nal cittadino attraverso la presenza dei tempi d\u2019attesa sui siti web di Regioni e P.A. e di<br \/>\nAziende sanitarie pubbliche e private accreditate, la sistematica integrazione tra la libera<br \/>\nprofessione intramuraria svolta a carico dell\u2019azienda e quella a carico del cittadino, lo<br \/>\nsviluppo coerente di iniziative di Information &amp; Communication Technologies per la<br \/>\ngestione automatizzata del processo di prescrizione, prenotazione e refertazione.<br \/>\nAnche le cure primarie e i relativi modelli organizzativi hanno il compito di partecipare alla<br \/>\nrealizzazione di PdtT e di condividere le linee guida sulle prescrizioni<br \/>\ndiagnostiche\/specialistiche.<br \/>\nI 10 obiettivi da raggiungere nel triennio di vigenza del Psn<br \/>\nE\u2019 necessario sostenere e realizzare un sistema di accesso alle prestazioni nell\u2019ambito di<br \/>\nspecifici percorsi diagnostico terapeutici per le patologie di maggiore diffusione e impatto e,<br \/>\nnell\u2019attesa di una diffusione omogenea sul territorio nazionale del loro utilizzo, vanno<br \/>\npromossi e sviluppati una serie di interventi tra i quali sono da considerare prioritari:<br \/>\n1. l\u2019uso diffuso delle classi di priorit\u00e0 per le prenotazioni sia ambulatoriali che di ricovero,<br \/>\nvale a dire che le prestazioni devono essere garantite sulla base del quadro clinico<br \/>\npresentato dal paziente;<br \/>\n2. l\u2019individuazione e lo sviluppo di percorsi diagnostico terapeutici (Pdt) nell\u2019area<br \/>\ncardiovascolare e oncologica, considerate priorit\u00e0 di sistema, e la fissazione dei relativi<br \/>\ntempi massimi di attesa a garanzia della tempestivit\u00e0 della diagnosi e del trattamento;<br \/>\n3. lo sviluppo e la messa a sistema di opportune soluzioni operative per la gestione dei<br \/>\nflussi informativi disponibili per il monitoraggio dei tempi d\u2019attesa per le prestazioni<br \/>\nambulatoriali e per quelle di ricovero programmato, erogate singolarmente o nell\u2019ambito<br \/>\ndi specifici percorsi, garantite dal Ssn sia in ambito istituzionale che in libera<br \/>\nprofessione, a garanzia della affidabilit\u00e0 e trasparenza dei dati sui tempi d\u2019attesa;<br \/>\n4. la definizione delle modalit\u00e0 di utilizzo della libera professione intramuraria nell\u2019ambito<br \/>\ndel governo delle liste d\u2019attesa per conto e a carico delle aziende, ai fini del contenimento<br \/>\ndei tempi di attesa per le prestazioni particolarmente critiche in regime istituzionale; la<br \/>\nmodalit\u00e0 di verifica e controllo delle prestazioni erogate in libera professione dai<br \/>\nprofessionisti a favore e a carico dell\u2019utente che ne fa richiesta ai fini del corretto<br \/>\nrapporto tra i due regimi erogativi, prevedendo attivit\u00e0 informatizzate di prenotazione per<br \/>\nle prestazioni erogate in libera professione attraverso percorsi dedicati e il monitoraggio<br \/>\ndelle relative liste di attesa;<br \/>\n5. la gestione degli accessi attraverso l\u2019uso diffuso del sistema Cup sulla base di quanto<br \/>\nprevisto dall\u2019Intesa Stato-Regioni del 29-04-2010, anche prevedendo possibilit\u00e0 di<br \/>\nsviluppo di iniziative di Information &amp; Communication Technologies (Ict) per la<br \/>\nrealizzazione di funzionalit\u00e0 automatizzate per la gestione del processo di prescrizione,<br \/>\nprenotazione e refertazione;<br \/>\n6. l\u2019individuazione delle opportune modalit\u00e0 di \u201cristoro\u201d per il cittadino, prevedendo forme<br \/>\nalternative di accesso alla prestazione, nel caso in cui a livello aziendale non vengano<br \/>\ngarantite le prestazioni nei tempi massimi di attesa individuati in sede regionale;<br \/>\n7. la vigilanza sistematica delle situazioni di sospensione della prenotazione e<br \/>\ndell\u2019erogazione delle prestazioni;<br \/>\n8. l\u2019attuazione di interventi condivisi per il miglioramento della qualit\u00e0 prescrittiva, in<br \/>\nparticolare per le prestazioni a maggiore criticit\u00e0 in termini di liste e tempi di attesa;<br \/>\n65<br \/>\n9. la comunicazione sulle liste d\u2019attesa anche attraverso la valorizzazione della<br \/>\npartecipazione di utenti e di associazioni di tutela e di volontariato, per favorire sia<br \/>\nun\u2019adeguata conoscenza delle attivit\u00e0 che delle modalit\u00e0 di accesso alla prenotazione<br \/>\ndelle prestazioni, attraverso campagne informative, Uffici relazioni con il pubblico<br \/>\n(Urp), Carte dei servizi, ma anche sezioni dedicate e facilmente accessibili sui siti web<br \/>\nregionali e aziendali;<br \/>\n10. il monitoraggio, in via sistematica, della presenza dei tempi massimi regionali sui siti<br \/>\nweb di Regioni e P.A. e di Aziende sanitarie pubbliche e private accreditate, a garanzia<br \/>\ndella trasparenza e dell\u2019accesso alle informazioni su liste e tempi di attesa.<br \/>\nIl livello centrale, a garanzia del diritto di tutti gli utenti del Ssn ad ottenere un\u2019informazione<br \/>\nadeguata e trasparente e del diritto di tutti gli operatori ad un ampio confronto e<br \/>\nall\u2019aggiornamento costante, promuove un incontro annuale tra tutti gli attori del sistema,<br \/>\nanche ai fini della trasferibilit\u00e0 delle esperienze pi\u00f9 significative.<br \/>\n3.1.3 Integrazione sanitaria e socio sanitaria<br \/>\nLa programmazione, gestione, verifica e controllo dell\u2019erogazione delle prestazioni sanitarie<br \/>\ne socio sanitarie legate alla promozione della salute, prevenzione cura e riabilitazione non<br \/>\npu\u00f2 prescindere dall\u2019assunto che:<br \/>\n\u201cIl bisogno di salute \u00e8 complesso, necessita di interventi \u201ccurativi\u201d ed interventi<br \/>\n\u201cassistenziali\u201d: nel garantire l\u2019appropriatezza dell\u2019intervento tecnico sanitario e la continuit\u00e0<br \/>\ntra cure primarie ed intermedie \u00e8 necessario attivare un progetto individualizzato di presa in<br \/>\ncarico che richieda l\u2019integrazione di servizi ed attivit\u00e0 a livello multidimensionale e<br \/>\nmultiprofessionale in particolar modo per i cittadini \u201cfragili\u201d.<br \/>\nPredisporre una presa in carico globale della persona \u201cfragile\u201d e della sua famiglia prevede<br \/>\nche gli operatori dei diversi sistemi (sistema sanitario\/sistema sociale) favoriscano la<br \/>\ncostruzione di una rete integrata tra i servizi sanitari e i servizi sociali: il contesto territoriale,<br \/>\nil Distretto socio-sanitario, deve essere riconosciuto quale unit\u00e0 di riferimento del processo<br \/>\ndi programmazione per pensare, programmare e poi attuare il sistema integrato di servizi ed<br \/>\ninterventi, nel quadro dei livelli essenziali definiti dall\u2019art.22 della L.328\/2000.<br \/>\nPromuovere l\u2019 integrazione socio-sanitaria nei servizi alla persona deve considerare quali<br \/>\nfondanti le due istanze costitutive:<br \/>\n\u2022 integrazione di responsabilit\u00e0: quando diversi centri di responsabilit\u00e0 si integrano,<br \/>\ncondividono obiettivi, risorse e responsabilit\u00e0 per conseguire i risultati attesi;<br \/>\n\u2022 integrazione di risorse: intese come abilit\u00e0, competenze, saperi che generano<br \/>\nmaggiori possibilit\u00e0 di fronteggiare problemi complessi e non affrontabili facendo<br \/>\nleva su risorse singole, anche molto qualificate ma settoriali e, per definizione, non<br \/>\nadeguate ad affrontare problemi di pi\u00f9 ampia portata.<br \/>\n&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">piccolo stralcio, andate a leggere tutto&#8230; \u00e8 molto interessante anche a livello statistico..<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PIANO Sanitario 2011\/2013 e LEA 3. 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